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Polizze unit Linked, i giudici dalla parte dei risparmiatori

Polizze unit Linked, i giudici dalla parte dei risparmiatori

 a cura dell'avvocato Francesco Giordano 

Il Tribunale di Verona, nella persona del giudice Maurizio Martoro,  ha condannato la compagnia assicurativa irlandese Hansard Europe Dac a restituire ai propri clienti tutte le somme investite per l’acquisto di polizze denominate Signature bond plus (ordinanza del 27 giugno 2018) .

 Tali polizze venivano vendute in Italia da broker e grandi società di consulenza assicurativa (tra cui A1life), che  invitavano i propri clienti a sottoscrivere prodotti con la formula unit-linked, cioè legata al valore di fondi sottostanti.

Tutti i clienti, che avevano dato credito alle promesse iniziali di discreti rendimenti, si sono invece ritrovati incastrati in un investimento irrecuperabile con perdite fino al 40%.

Infatti, subito dopo il pagamento delle prime cedole, Hansard (che aveva affidato ai due fondi sottostanti, Go global opportunity e Global quality selection) ha comunicato ai propri clienti di non riuscire a garantire il tempestivo rientro degli attivi per problemi di liquidità. Stessa sorte che era già toccata in precedenza a un altro fondo sottostante (Imperium balanced fund).

La casa di gestione svizzera Novium, incaricata della gestione dell’investimento (in liquidazione dal 28 novembre 2017 per decisione della Malta financial services authority, la Consob maltese) aveva impiegato il capitale in fondi sottostanti gestiti a loro volta da Eam, società con sede alle Bermuda di cui non si ha più alcuna notizia. Per i numerosi risparmiatori italiani, oltre al danno della perdita, la beffa della sospensione a tempo indeterminato anche del riscatto residuo.

Quello del Tribunale di Verona è un provvedimento che aumenta nettamente le prospettive per tutti i risparmiatori rimasti incagliati nelle discutibili polizze, emesse da Hansard ma anche da altre compagnie.

Sulle unit linked era già intervenuta di recente la  Corte di Cassazione che aveva inquadrato questo tipo di polizze come prodotti di investimento, al pari di azioni, Bot e fondi comuni, anziché come assicurazioni.

Da ultimo segnaliamo anche una sentenza del medesimo tenore del Tribunale di Roma. (qui il commento alla sentenza )

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L’avvocato Francesco Giordano, autore dell’articolo, svolge la sua attività presso lo studio legale Lexopera di Firenze.

Esperto di diritto bancario e finanziario, attualmente è impegnato in contenziosi nei confronti di istituti di credito e società finanziarie  per controversie riguardanti anomalie bancarie e finanziarie, polizze unit linked  e tutela del risparmio riguardo ai cd. diamanti da investimento, swap e derivati. 

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