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Pir, i nuovi chiarimenti legali e fiscali

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Pir, i nuovi chiarimenti legali e fiscali

Intervento di Massimiliano Altomare, Senior Associate dello Studio Tributario Facchini Rossi e Soci

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Sono state pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze le “Linee guida per l’applicazione della normativa sui piani di risparmio a lungo termine – Art. 1, commi da 100 a 114, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio per il 2017)”.

Decorsi oramai dieci mesi dall’entrata in vigore della normativa di riferimento che ha introdotto in Italia i Pir arrivano i primi chiarimenti ufficiali su questa nuova forma di investimento riservata alle persone fisiche residenti.

Brevemente, come si rammenta, i Pir sono “contenitori fiscali” (O.I.C.R., gestione patrimoniale, deposito titoli, contratto di assicurazione) all’interno dei quali è possibile far confluire strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, quote O.I.C.R., etc.) o somme di denaro che al verificarsi di determinate condizioni d’investimento, risulteranno non soggetti:

  • alle imposte dovute sui relativi redditi di capitale (dividendi, interessi, proventi da O.I.C.R., etc.) e/o diversi (plusvalenze) generati, purché si tratti di redditi conseguiti al di fuori dell’esercizio di impresa commerciale;
  • all’imposta sulle successioni eventualmente dovuta a causa di trasferimenti mortis causa degli stessi.

Il documento, utile ad interpretare correttamente la normativa di riferimento, ripercorrere le principali caratteristiche dei Pir e le condizioni a cui viene subordinato il riconoscimento dell’agevolazione fiscale oltre a dissipare alcuni dubbi sino ad oggi ancora poco chiari.

In particolare le linee guida chiariscono, tra l’altro, che:

  •  la normativa di riferimento “non consente alla stessa persona fisica di essere titolare di più Pir contemporaneamente ma non impedisce alla medesima persona fisica di chiudere un Pir e aprirne un altro nel quale possono essere destinate somme o valori nel limite annuale di 30.000 euro e complessivo di 150.000 euro”;
  • il regime agevolativo in esame riguarda le persone fisiche fiscalmente residenti in Italia “indipendentemente dalla loro età; può, quindi, essere titolare di un Pir anche un minorenne”;
  • Il Pir può essere costituito attraverso un contratto di assicurazione sulla vita o di capitalizzazione “Pir conforme” sottolineando che “in tal caso non è richiesto l’esercizio dell’opzione per il regime del risparmio amministrato, giacché il rapporto origina solo redditi di capitale di cui all’art. 44, comma 1, lett. g-quater), del TUIR”.

All’intervento del Ministero delle Finanze seguirà, molto probabilmente, una circolare dell’Agenzia dell’Entrate dedicata ai Pir.

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