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Pillole di finanza - L'inflazione cresce ma non troppo

L’aumento del dato sull’inflazione negli Stati Uniti rispetto alle previsioni, dovuto ad effetti stagionali e temporanei, non ha spaventato i mercati azionari, che attualmente danno al 98% un rialzo dei tassi a marzo e prezzano tre rialzi complessivi per l’anno in corso.

Cinque sedute positive per lo S&P 500 con un guadagno del 4,30% portano il principale indice mondiale a dimezzare la fase di correzione che attualmente registra un -4,9% dai massimi.
Tutte positive le altre piazze mondiali, anche se con intensità inferiore.

Torna ad indebolirsi il dollaro che chiude a 1,2405, dopo aver superato 1,2550 nella seduta di giovedì. Risale a 61,55 dollari il prezzo del petrolio, poco mosso lo spread Btp-Bund a 128, con rendimenti in diminuzione. L’indice Vix torna a scendere e chiude a 17,77, valore adeguato ai mercati azionari.

Le pubblicazioni delle trimestrali americane stanno per terminare e i dati usciti fino a questo momento confermano un’economia ancora in ottima salute e una inflazione tutto sommato sotto controllo. A questo punto, salvo qualche possibile scossa di assestamento, mi sento di affermare che il peggio sia passato.

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