Padberg (AAA, Nordea): Dopo la mancata fusione Chrysler-Mercedes ho scelto l'azionario tematico - Citywire

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Padberg (AAA, Nordea): Dopo la mancata fusione Chrysler-Mercedes ho scelto l'azionario tematico

Padberg (AAA, Nordea): Dopo la mancata fusione Chrysler-Mercedes ho scelto l'azionario tematico

Henning Padberg di Nordea, responsabile del fondo azionario legato ai temi globali Nordea 1 - Global Climate and Environment BP EUR, è uno dei gestori che negli ultimi mesi ha ottenuto le migliori performance legate ai fondi acquistabili in Italia.

A maggio e giugno ha ottenuto la AAA Citywire, secondo i criteri metologici degli analisti Citywire. E per questo lo abbiamo intervistato.

Qual è, in sintesi, la differenza tecnica tra il suo fondo e i competitor? A cosa è dovuta questa performance?

Essenzialmente, il nostro fondo offre soluzioni che possono essere usate e sfruttate da una molteplicità di diversi beneficiari, mentre numerosi competitor applicano parametri più stringenti nell’individuazione dei destinatari. A distinguerci è però soprattutto il nostro processo di selezione.

Come funziona?

Il primo step prevede l’individuazione di società, a livello globale, la cui generazione di cassa futura dipende in larga parte dalla loro esposizione al mega trend climatico-ambientale.

Negli anni abbiamo identificato internamente un universo investibile composto da circa 1100 aziende, per una capitalizzazione complessiva intorno ai 5.000 miliardi di euro. Ciascuno di questi titoli generalmente rientra in uno di tre cluster: Efficienza energetica, Protezione ambientale, Energie alternative.

Nella costruzione di portafoglio sottolinerei che i pesi propendono verso nomi high conviction, senza mai perdere di vista il loro contributo al rischio complessivo del portafoglio.

Quante posizioni avete al momento? In genere? Quali sono stati di recente i cambiamenti più rilevanti?

I titoli che compongono il fondo possono variare tra i 40 e i 60. Nell’ultimo biennio non ci sono state particolari modifiche a livello di portafoglio. Tuttavia, abbiamo aumentato il peso di aziende del settore materiali e beni di prima necessità, mentre trovano meno spazio società attive nel comparto IT.

Quali sono le tre principali realtà in cui avete investito?

Ecolab, Bunge e Linde valgono circa il 10% del portafoglio totale. I nostri pesi variano comunque all’interno del range 1-5%.

Ecolab è leader mondiale nel settore dell'acqua, delle tecnologie e dei servizi per l'igiene e l'energia. Bunge invece si impegna a eliminare la deforestazione dalle catene di approvvigionamento agricolo. Linde è tra i principali player nel comparto dei gas industriali, con differenti mercati di sbocco, un livello elevato di ricavi ricorrenti e il 60% dei costi di ricerca e sviluppo concentrato sulla voce Ambiente, Vita e Salute.

Nota differenze nell'atteggiamento degli investitori dei vari mercati europei?

I Paesi nordici sono stati i primi a realizzare quali potessero essere le potenzialità di questo trend e a concordare sulla necessità di avere un mondo più efficiente. Perciò ora sono più preparati sul tema e lo comprendono più facilmente. Nei Paesi più a sud, al contrario, fino ad un paio di anni fa questo argomento non era importante e le sue potenzialità sono state fraintese. Ora però anche questi investitori vogliono essere parte della rivoluzione.

Perchè ha scelto il settore azionario per la sua carriera?

Sono stato ispirato da un mio giovane collega quando lavoravo nell’industria dell’automotive per Mercedes-Benz, ai tempi della fallita integrazione con Chrysler. Dopo aver rafforzato la mia base scolastica finanziaria mi sono convinto di essere nato per diventare un investitore azionario e da quel momento quello del portfolio manager è diventato il mio lavoro dei sogni. 

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