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Npl, il Mr. Wolf della City lancia il secondo fondo per le banche italiane

Npl, il Mr. Wolf della City lancia il secondo fondo per le banche italiane

Dal 2008 al 2015 i crediti in sofferenza in pancia alle banche italiane sono cresciuti in media del 25% all’anno, raggiungendo circa i 200 miliardi di euro, con crediti incagliati per 160 miliardi.

Il "lavoro sporco" per gli spazzini della finanza di certo non manca, e qualcuno lo deve pur fare. E a poco più di due anni dal lancio del primo fondo specializzato nell'investimento in crediti in sofferenza (Non-performing loans, o Npl) Davide Serra, il Mr. Wolf della City che da Londra risolve i problemi delle banche italiane, lancia un secondo fondo dedicato agli investimenti in Npl garantiti da un sottostante immobiliare.

Si tratta dell’Algebris NPL Fund II, fondo di diritto lussemburghese destinato a investitori istituzionali internazionali che investirà, tramite una società di cartolarizzazione italiana, in portafogli di crediti in sofferenza garantiti da real estate situato nel nord e centro Italia. La durata del fondo sarà di sei anni, con un periodo di investimento di tre.

Gli obiettivi di raccolta del fondo sono ambiziosi: Serra conta di attirare inflow per un miliardo di euro entro la fine del 2017. Da Algebris, la boutique di investimento fondata e diretta dal gestore genovese, spiegano di avere già firmato impegni per circa 210 milioni.

L’Algebris NPL Fund II sarà gestito da Serra – secondo miglior gestore di bond europei a dodici mesi secondo le ultime rilevazioni di Citywire – assieme a un team di professionisti con competenze nei settori finanziario e immobiliare, coordinato dal gestore Massimo Massimilla.

Il fund manager spiega che la decisione di lanciare un secondo fondo in Npl è arrivata “in considerazione dell’accelerazione del processo di pulizia dei bilanci da parte delle banche italiane voluto dalla Bce”.

Serra sottolinea l’utilità del lavoro suo e di tutti coloro che investono nei crediti in sofferenza, “operazione che permetterà alle banche di pulire i propri bilanci, condizione necessaria per fare aumenti di capitale e riprendere a fare prestiti all’economia reale”.

Assumendo di tornare al livello pre-crisi, il gestore stima che “la quantità di Npl che potenzialmente potrà arrivare sul mercato nei prossimi 3/5 anni è di circa 140 miliardi di euro, di cui circa 65 miliardi secured.

“Siamo stati tra gli investitori più attivi nel 2015 e dall’inizio del 2016 abbiamo già concluso numerose operazioni, per un valore nominale di circa 672 milioni di euro, ossia più di un terzo del valore complessivo del nostro mercato di riferimento”.

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Davide Serra
Davide Serra
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