Mossa (B. Generali): “Puntiamo alle piccole boutique del private. Pir? Troppo tradizionali” - Citywire

Citywire - Per Investitori Professionali

Registrati per ottenere accesso illimitato al dabase di gestori di Citywire. La registrazione è gratuita e richiede solo un minuto.

Mossa (B. Generali): “Puntiamo alle piccole boutique del private. Pir? Troppo tradizionali”

Mossa (B. Generali): “Puntiamo alle piccole boutique del private. Pir? Troppo tradizionali”

Il concetto era già stato espresso durante il MiFID Day organizzato a Londra per analisti e investitori. Banca Generali punta sul private banking.

Durante un’intervista con ClassCnbc, oltre a ribadire le stesse intenzioni, l’a.d. della Banca del Leone, Gian Maria Mossa, ha voluto fare chiarezza su che tipo di percorso seguirà l’istituto per concretizzare i propri piani di svillupo. Piani che, secondo le parole del numero uno di Banca Generali, probabilmente consistono in una crescita “per linee esterne”.

“La MiFID vede un potenziale sconfitto, che è il concetto di boutique, perché sicuramente i costi di governance e IT continueranno a crescere”, ha commentato Mossa. “La mia sensazione è che in quelle realtà relativamente piccole ci possa essere un cambio di strategia e probabilmente la ricerca di una exit. In quel caso siamo disposti a prendere in considerazione i dossier”.

Tuttavia, sottolinea il manager, al momento non c’è alcuna vera trattativa in corso: “Penso a piccole strutture di private banking, ma non c’è nessun dossier sul tavolo. Abbiamo una crescita nelle gambe talmente forte che non ne abbiamo bisogno. Ma, se esiste un’opportunità, perché non coglierla?”

Parlando invece del prodotto che ha colonizzato il dibattito all’interno dell’industria finanziaria durante i primi sei mesi dell’anno, i Pir, l’a.d. non rinnega il proprio scetticismo:

“Nel medio termine avrà un grande successo, ma l’impatto non va misurato sui volumi di raccolta bensì sulla vera capacità di fare crescere l’economia reale”, spiega. “Oggi ci crediamo relativamente poco, perché le soluzioni fin qui presentate sul mercato sono prodotti molto tradizionali, bilanciati, in cui una parte di equity è investita in small cap – mercato molto sottile in Italia, con valutazioni che ormai hanno raggiunto e superato la media europea – e il resto è il classico portafoglio obbligazionario”.

La strategia, secondo Mossa, va individuata altrove: “Quello che stiamo facendo è ridurre il rischio obbligazionario con soluzioni alternative, long/short per esempio, e ridurre anche il rischio emittente, swappandolo con un rischio più diversificato”. La sfida, commenta, è incanalare le nuove risorse che arrivano nel mondo dell’illiquido per portarlo a diventare liquido: “Parlo di private debt, di private equity. La modalità è far arrivare i soldi alle pmi per essere a fianco del tessuto imprenditoriale italiano per rilanciare un’economia che soffre della debolezza strutturale delle banche”.

 

Scrivi un commento

Effettua il login o registrati per commentare. La registrazione è gratuita e richiede solo pochi minuti.