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Mifid2, l'impatto sui family office

Mifid2, l'impatto sui family office

I wealth manager non devono illudersi che la Mifid2 avrà un impatto diretto solo sulle società finanziarie più grandi, dotate di maggiori risorse per assolvere agli obblighi di compliance.

Delle 9.000 imprese finanziarie che operano nell’UE e che saranno soggette alla normativa, almeno 6.500 sono società di consulenza di piccole dimensioni, in particolare wealth manager e family office, come evidentiato dalla nostra recente intervista all'a.d. di Nextam, Carlo Gentili.

Uno dei requisiti della Mifid2 è che i wealth manager mantengano una registrazione dettagliata di tutte le attività e le transazioni che hanno svolto negli ultimi sette anni, incluse le transazioni previste, anche se non verranno effettuate.

Le aziende devono registrare i dati in formato digitale e fornirli su richiesta del regolatore entro le 72 ore circa.

Tali richieste potrebbero mettere sotto pressione i sistemi informatici, che dovranno essere aggiornati per gestire questa mole di dati. Ad esempio, tutte le registrazioni audio delle conversazioni che si riferiscono alle transazioni devono essere archiviate per cinque anni. Se un’azienda non sta già registrando le comunicazioni con i clienti, dovrà essere disposta a farlo.

Nel tentativo di migliorare la trasparenza, la Mifid2 obbliga i wealth manager a inviare report dettagliati alle case di gestioni sulla tipologia di cliente che sta acquistando i loro fondi. Le imprese dovranno inoltre informare maggiormente gli investitori al dettaglio sui rendimenti del loro portafoglio.

Tra le disposizioni del regolamento, la ‘best execution’ prevede l’obbligo per le imprese di rivelare, su richiesta dei propri clienti o del comitato interno di vigilanza o dei regolatori, le prime 5 sedi nelle quali l’intermediario esegue gli ordini.

La Mifid2 ridefinisce inoltre il modo in cui i wealth manager pagano per la ricerca finanziaria. I gestori dei fondi non potranno ricevere incentivi non monetari da parte delle banche.

Invece, saranno tenuti a pagare separatamente i costi per la ricerca sell-side e fornire agli investitori una chiara ripartizioni dei costi specifici per la ricerca esterna in materia di investimenti.

Una prospettiva scoraggiante

Molte piccole società di consulenza avvertono l’impatto che la Mifid avrà sul loro business.

Per meglio adattarsi a questa trasformazione, i family office dovranno prima di tutto capire dove inciderà maggiormente la normativa, se non lo hanno già fatto.

Il termine ultimo per richiedere un ‘passaporto’ per svolgere attività di investimento in un altro paese europeo è il 2 dicembre 2017. Per rispettare i requisiti di ‘best execution’, i wealth manager dovranno esprimere con chiarezza le scelte di investimento e garantire al cliente una documentazione completa.

Per quanto riquarda l’obbligo di pagare per la ricerca finanziaria, le società possono scegliere se farsi carico dei costi oppure di trasferirli ai loro clienti.

Secondo il Financial Times, tuttavia, alcune banche hanno presentato preventivi da 10 milioni di dollari all’anno per fornire agli asset manager più grandi un accesso completo alla ricerca.

Visti i costi elevati, le boutique finanziarie potrebbero essere svantaggiate nella competizione.

La gestione sistematica della ricerca da parte di soggetti terzi potrebbe fornire alle società di consulenza una soluzione efficace per affrontare gli obblighi normativi.

I wealth manager dovranno prepararsi adeguatamente alla Mifid2 prima che venga implementata nel gennaio 2018. Secondo una stima di EY, un family office inglese di medie dimensioni spenderà tra i 3 e i 5 milioni di euro per prepararsi alla Mifid2.

Un costo del genere sembrerebbe oneroso, ma il costo di non farlo è ancor più alto se consideriamo le sanzioni e il danno reputazionale.

Le aziende che investono poco si troveranno impreparate per il nuovo mercato, con un consequente calo dei margini e maggiori costi di compliance. Preparsi adeguatamente alla Mifid2 è il modo più sicuro per assicurare che i wealth manager non restino indietro rispetto ai loro concorrenti più preparati. 

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