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Mifid2, il giorno del Parlamento. Ecco spiegati i 3 punti del dibattito e le preoccupazioni dell'Ocf

Mifid2, il giorno del Parlamento. Ecco spiegati i 3 punti del dibattito e le preoccupazioni dell'Ocf

La Camera dei deputati affronterà oggi il recepimento italiano della direttiva europea Mifid2 di riordino delle regole alla base della consulenza finanziaria nel nostro Paese.

È infatti stata organizzata alle 13.30 l’audizione dei rappresentanti della Consob. In contemporanea, a Palazzo Madama, l’assemblea plenaria dei senatori porterà a dibattito i punti illustrati due giorni fa in audizione da Carla Rabitti Bedogni (in foto), presidente dell’Ordine dei consulenti finanziari.

E proprio la relazione di Rabitti Bedogni (qui di seguito, consultabile semplicemente cliccando sul documento) può aiutare a capire quali siano gli ultimi scogli all’adozione italiana della Mifid2 (Atto di Governo n.413), a regime da inizio 2018.

Il primo punto è prevedere che l’Organismo di vigilanza e tenuta dell’Albo unico dei consulenti finanziaria (l'Ocf, che svolgerà le funzioni prima di Consob) risponda in sede civile solo per dolo o colpa grave.

Tecnicamente, per gli appassionati, si tratta di estendere all’Ocf il regime dall’articolo 24, comma 6-bis, della legge 262/2005.

Il secondo aspetto è sancire che l’approvazione dello statuto dell’Ocf da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze avvenga soltanto quanto le modifiche riguardano funzioni di vigilanza. “Per salvaguardare l’autonomia statutaria e organizzativa dell’Ocf” secondo quanto espresso da Rabitti Bedogni.

Il terzo appunto espresso dalla presidente dell’Ocf riguarda la proposta abrogazione dell’articolo 30-bis, ovvero della tanto dibattuta prestazione del servizio di consulenza finanziaria anche in un luogo diverso dal domicilio eletto.

Rabitti Bedogni ha sottolineato che la legge consente tale possibilità “posto che la documentazione si possa trovare in un luogo definito che è la sede dell’intermediario di riferimento”. “Se questo aspetto non venisse rispettato – ha aggiunto, – sarebbe impossibile un efficiente esercizio delle funzioni di vigilanza per la tutela del risparmiatore da parte dell’Ordine”.

 

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