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MiFID 2, tutte le novità sulla profilazione dei clienti

MiFID 2, tutte le novità sulla profilazione dei clienti

A pochi mesi di distanza dall’entrata in vigore della MiFID 2 (3 gennaio 2018) Citywire propone un’analisi, a puntate,  delle novità principali della normativa  che verranno pubblicate il secondo venerdì di ogni mese e realizzata a cura dell’avvocato Luca Zitiello, managing partner dello studio Zitiello Associati di Milano

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Il processo di recepimento in Italia della direttiva comunitaria Mifid 2 tocca molti profili, ma sicuramente uno di grande attualità è rappresentato dalle novità in tema di profilazione della clientela che rappresenta un presupposto imprescindibile per adempiere ad una regola di condotta fondamentale come quella del know your client, che, a sua volta è alla base per una corretta valutazione di adeguatezza.

Già nella pendenza della Mifid 1, l’Esma aveva provveduto a emanare nel 2012 delle importanti linee guida volte all’aggiornamento dei criteri rilevanti per procedere alla formulazione del questionario per la profilazione del cliente, che, peraltro, non sembra il mercato abbia ancora interamente recepito. Parte di quei principi contenuti nelle linee guida del 2012 sono stati trasfusi nell’articolato della Mifid 2. In più, lo scorso luglio, è stato messo in consultazione dall’Esma un importantissimo paper contenente le nuove linee guida sui requisiti di adeguatezza, che, una volta approvate, sostituiranno quelle del 2012.

Approccio effettivo nella redazione del questionario

Il criterio base fortemente raccomandato nella redazione del questionario è quello dell’effettività: dovrà essere chiaro, comprensibile, esaustivo e, soprattutto, dovrà tener conto e prevenire i c.d. comportamenti devianti, ossia quelle componenti psicologiche che portano il cliente a non rendere risposte credibili sulle sue caratteristiche e sul suo profilo di rischio. Si interviene poi sulla struttura del questionario, che deve essere ordinata e divisa in paragrafi, sui tipi di domande e risposte (evitando quelle in batterie), nonché sul linguaggio utilizzato, che deve essere comprensibile, rinunciando il più possibile a formulazioni troppo tecniche e riservate agli addetti ai lavori.

Nelle informazioni da raccogliere assumono particolare valore due dati: la capacità di sopportazione delle perdite e la tolleranza al rischio. Entrambi hanno profili soggettivi ed oggettivi, i primi riconnessi ad aspetti psicologici ed attitudinali, i secondi maggiormente collegati ad elementi fattuali, che, in quanto tali, dovrebbero avere prevalenza e maggior peso specifico.

Proprio perché l’approccio di fondo è quello dell’effettività, per avere una chiara idea della situazione finanziaria del cliente, si dà rilievo ad una serie di informazioni come lo stato di coniugio, quello familiare, con particolare riguardo alla presenza di figli, l’età del cliente e dei figli, il tipo di lavoro ed il bisogno di liquidità negli investimenti.

Approccio proporzionale alle informazioni

Di grande interesse la nuova linea guida 3 ove si insiste su un criterio di proporzionalità delle informazioni da ottenere dal cliente in ragione della tipologia degli strumenti finanziari, della natura del servizio offerto e della natura e dei bisogni del cliente. Si ritiene, infatti, che, solo evitando approcci manichei, si potrà riuscire ad avere un giusto dosaggio dell’intensità degli obblighi di raccolta delle informazioni e della loro granularità, in ragione degli obiettivi di tutela da perseguire.

Possibili ritardi nell’implementazione

Per gli intermediari, comunque, adempiere a questi nuovi obblighi risulterà particolarmente complicato e ciò sia perché l’implementazione della nuove regole tocca i sistemi informativi ed il nuovo settaggio dell’algoritmo di adeguatezza, sia perché il documento Esma è ancora in consultazione e la sua emanazione in via definitiva è prevista nel primo o nel secondo trimestre del 2018. Ciò significa che per gli intermediari abilitati sarà particolarmente difficile far coincidere l’aggiornamento dei contratti con quello del varo del nuovo questionario e della riprofilazione della clientela.

Qui la prima puntata dell'analisi dell'avvocato Zitiello

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