Michael Scott (AAA, Schroders): i segreti di una corazzata dell'obbligazionario flessibile - Citywire

Citywire - Per Investitori Professionali

Registrati gratuitamente per ricevere le nostre email con le ultime notizie, le analisi e i commenti da Citywire Italia. Per registrarsi basta un minuto.

Michael Scott (AAA, Schroders): i segreti di una corazzata dell'obbligazionario flessibile

Michael Scott (AAA, Schroders): i segreti di una corazzata dell'obbligazionario flessibile

"Il nostro obiettivo è garantire un ritorno costante sull'investimento del 3,5%. Per questo, investendo su credito finanziario che spazia essenzialmente tra prodotti obbligazionari di categoria B a quelli di categoria AA, prestiamo grande attenzione al drawdown, alla perdita massima dei singoli titoli".

Il gestore Michael Scott (AAA Citywire, in foto sopra), cogestore insieme a Patrick Vogel (AAA) della corazzata Schroder ISF Global Credit Income fund, in occasione di un appuntamento a Londra, ci ha raccontato il funzionamento di uno dei veicoli di punta della casa di gestione britannica Schroders.

"La nostra strategia, marcatamente attiva, si basa sulla gestione in portafoglio di circa 450 titoli obbligazionari che variano da titoli high quality agli investment grade, passando per opportunità high yield" spiega nel quartier generale di Londra il gestore entrato in Schoders nel 2006 come analista del credito industriale europeo.

"In un fondo come questo, che lavora contemporaneamente su numerosi mercati, è imprescinbile comprendere a che punto del ciclo del credito si trova ogni listino ed è questo a guidare le scelte di investimento" prosegue "Patrick (Vogel, ndr) e io ci avvaliamo di un team di specialisti per ognuno dei segmenti che presidiamo. Ed è fondamentale il suo enorme expertise in ambito europeo".

La presenza di un veterano come Vogel (qui di seguito, in foto), responsabile della gestione del credito europeo e britannico così come della ricerca per Schroders, dà l'impronta al fondo che, pur avendo gli Stati Uniti come primo mercato di investimento (23,8% del portafoglio), molto esposto sull'Europa tra Regno Unito (16,4%), Francia (6,7%), Italia (5%) e Spagna (4,1%), solo per citare le prime posizioni.

"Il nostro fondo è estremamente diversificato" riprende Scott "e se, come menzionato, al momento abbiamo circa 450 diversi investimenti, le prime 10 posizioni sommate raggiungono appena il 9,3% per portafoglio"

"Oltre ai bond governativi turchi (prima posizione con l'1,2% del portafoglio) guardiamo sopprattutto al mondo bancario con tre posizioni forti su Bank of Ireland (1,2%), Ubs (1%) e Coventry Building Society (0,9%)" puntualizza specificando come, se pure il settore industriale rappresenti il 40,6% degli investimenti del fondo, il 34% è investito in istituzioni finanziarie.

I limiti percentuali per ogni posizione dipendono dalla classe del credito: "1,5% per i titoli di categoria B, 2,5% per i BB, 3,5% per i BBB e più margine per i titoli A o superiori".

"Le principali novità nei nostri investimenti riguardano un crescente interesse verso i Paesi emergenti, in primis in Asia o in America Latina" continua il gestore "ma, come detto, dobbiamo dare grande equilibrio tra le esposizioni per garantire una redditività costante, sia che ci rivolgiamo a clienti istituzionali sia retail".

"Tutti alla fine vogliono la stessa cosa, ovvero rendimento, e noi gliela assicuriamo con investimenti obbligazionari" ride, "molto più interessanti dell'azionario. Noi non possiamo adagiarci sul consensus"

Scrivi un commento

Effettua il login o registrati per commentare. La registrazione è gratuita e richiede solo pochi minuti.