McDonagh (Bny Mellon): Obbligazionario emergente? Occhi puntati sui bond societari - Citywire

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McDonagh (Bny Mellon): Obbligazionario emergente? Occhi puntati sui bond societari

McDonagh (Bny Mellon): Obbligazionario emergente? Occhi puntati sui bond societari

“Il Pil di tutti i Paesi del G7 è positivo – tra l’1,5 e il 4% - e, per la prima volta da anni, non ci sono Paesi vincitori e vinti analizzando le economie mature, emergenti e di frontiera. Nemmeno l’inflazione, bestia nera del Novecento, spaventa più, essendo cresciuta in 10 anni - per fare degli esempi - dell’1% in Germania, del 2% negli Stati Uniti e del 3% nel Regno Unito. Detto questo, bisogna considerare che siamo alla fine di un ciclo facile”.

Questo il punto di vista di Adrian Grey, Chief investment officer di Insight Investment (boutique di Bny Mellon), da lui espresso sul palco dell’Investment conference della più antica istituzione finanziaria americana: “Siamo stati fondati 8 anni prima del conio del dollaro e siamo stati noi a curare la prima emissione del Tesoro americano” ha ricordato orgoglioso Marco Palacino (qui di seguito in foto), general manager di BNY Mellon Asset Management in Italia. “Ormai ci siamo evoluti dal passato di pura banca commerciale e come dimostra la nostra struttura crediamo delle diseconomie di scala per quanto riguarda la gestione dei capitali”.

La galassia Bny Mellon AM (1800 miliardi di dollari di Aum) comprende infatti al momento 13 boutique di asset management con dimensioni e specificità variegate: tra le principali, Insight Investment (740 mld di dollari, che spazia dal fixed income all’azionario), Mellon Capital (363 mld, strategie quantitative), Bny Mellon Cash Investment Strategies (238 mld, fondi monetari), Standish (155 mld, reddito fisso) e Newton (74 mld, gestioni attive e focus sui tematici).

“Oggi è necessario comprendere quali concetti guideranno i decenni futuri: quei fenomeni in grado di spiegare perchè già oggi la curva di Philipps – la relazione inversa tra il tasso di inflazione e il tasso di disoccupazione, ndr – sia piatta” ha ripreso Grey (qui di seguito in foto, a sinistra): “L’innovazione tecnologica che porta deflazione, i trend demografici che generano inflazione - e riflazione per chi va in pensione -, e gli effetti misti di una deglobalizzazione occidentale esacerbata da Trump e dalla Brexit e di una inedita globalizzazione cinese imperniata nella nuova via della seta, one belt one road”.

“Il nuovo assetto geopolitico e il cambiamento della quota di Pil globale rappresentata dai Paesi Emergenti, così come il previsto sorpasso dell’economia cinese su quella americana devono iniziare ad avere riscontro anche nelle scelte di investimento” ha proseguito Colm McDonagh (gestore con rating "+" di Citywire, nella foto in alto e qui di seguito, al centro), responsabile dell'obbligazionario emergente sempre di Insight Investment.

“La nascita di nuovi mercati negli anni recenti - come l’Africa, con emissioni in 20 Paesi su 55, - o lo sviluppo dei comparti delle obbligazioni in valuta locale - come in Argentina (80 mld di dollari) o Egitto (43 mld) – stanno cambiando l’universo del debito emergente, oggi valutato intorno ai 16.700 miliardi di dollari”.

“Questa cifra nel 2030 sarà raggiunta dalle sole masse gestite in Cina, che chiude il 2017 con un mercato domestico delle obbligazioni da 5.600 miliardi di dollari – ha continuato, sottolineando come la nuova frontiera dell’obbligazionario emergente è rappresentata dai corporate bond che hanno già superato per valore i titoli governativi EM in valute forti”.

Dei quasi 17mila miliardi di dollari di valore del fixed income emergente, infatti, i titoli sovrani in valute locali rappresentano il 46% delle masse, quelli in valute forti il 6% mentre il 48% è costituito da titoli societari: il 37% in valute locali e l’11 in valute forti.

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Colm McDonagh
Colm McDonagh
12/53 di Bonds - Emerging Markets Global Corporates (Performance su un periodo di 3 anni) Ritorno medio: 6,81%