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Marino (Senato): Col ricatto del Fiscal compact, imposto bail-in retroattivo. La nostra strategia

Marino (Senato): Col ricatto del Fiscal compact, imposto bail-in retroattivo. La nostra strategia

 "Sotto il ricatto del Fiscal compact, ci è stato imposto, in un modo non sempre chiaro e trasparente, non solo di adottare in tempi brevissimi il bail-in, archiviando una consuetudine che durava da quasi ottanta anni per cui non un solo depositante ha mai rischiato soldi per una crisi bancaria, ma hanno fatto passare anche la retroattività delle stesse regole. Questo ultimo aspetto va eliminato subito, al netto della trattativa europea".

Il senatore Mauro Maria Marino (in foto), presidente della commissione Finanza del Senato, sintetizza così su MF la strategia italiana di modifica del bail-in, e la distanza con il ministro delle Finanze tedesco Schaulbe, con l'omologo olantese Dijsselbloem e con la presidentessa (tedesca) del comitato di risuluzione unico Konig, che invece vogliono cambiare il meccanismo di burden sharing (che tutela depositanti e obbligazionisti senior e permette il ricorso alle leggi fallimentari nazionali).

"Ci stanno provando, ma non ci riusciranno" ha affermato Marino "La Commissione Europea ha detto ufficialmente che le norme sugli aiuti di Stato non si cambiano e anche il presidente della Commissione per i problemi economici e monetari al Parlamento Europeo, Roberto Gualtieri, ha chiarito che sarebbe un errore irrigidire le regole europee sulla gestione delle crisi bancarie".

"Il principio della non retroattività di una norma è un caposaldo del diritto e non solo di quello penale, vale anche per i contratti. E i bond bancari e i depositi si reggono su contratti" ha continuato il senatore. "Se cambi una norma, le nuove regole valgono da quel momento in poi. Di conseguenza i contratti in essere o restano in piedi fino a scadenza secondo le vecchie norme o debbono essere rinegoziati. Questa stortura, che ha colpito per esempio gran parte degli obbligazionisti delle quattro banche messe in risoluzione nel novembre 2015, va risolta subito. A prescindere dalle regole europee".

 

 

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