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M.Doris: “Benefici fiscali anche per i Pir emessi dopo maggio”

M.Doris: “Benefici fiscali anche per i Pir emessi dopo maggio”

L’esenzione dall’imposta sui redditi da capitale e da tasse di successione dei Pir sarà valida anche per i Piani individuali di risparmio emessi anche dopo maggio, perchè il loro anno fiscale viene calcolato dalla data di acquisto. Sono dunque fugati i dubbi sulla validità delle detrazioni per i prodotti acquistati dopo aprile e che sembravano non poter rispettare la regola (ai fini fiscali) del mantenimento in portafoglio per almeno due terzi del 2017.

Lo ha spiegato l’amministratore delegato di Banca Mediolanum, Massimo Doris (in foto), a margine del Mediolanum Business Forum 2017, tenutosi questa mattina a Milano, presso Palazzo Mezzanotte (ecco le foto).

La mattinata, concentrata su quei Pir che hanno fatto anticipare a Doris “la speranza che quest’anno batteremo il nostro record di 4,7 miliardi di raccolta da fondi” (i 700 milioni da Pir nei primi 3 mesi lasciano prevedere il superamento dei 3,5 mld del 2016, ndr), è stata aperta da Fabrizio Pagani, capo della Segreteria tecnica del ministro dell’Economia e delle Finanza, secondo cui “la previsione di 2 miliardi di euro da Pir nel 2017 e 18 nei cinque anni sarà largamente superata visto il dinamismo con cui si sono mosse da subito le sgr”.

“L’analisi sull’andamento Pir da parte del governo, e le eventuali migliorie, non saranno effettuate prima della fine dell’anno” riprende Pagani, fiero dei risultati, “era una vera anomalia che il risparmio degli italiani andasse all’estero”.

“In Italia non c’è mai stata una industria del risparmio gestito a sostegno del tessuto industriale e non stupisce che in Francia ci siano 10 volte le pmi quotate del nostro Paese: non ci sono i fondi che investono in quel genere di impresa” sottlinea il vicedirettore del Sole 24 Ore Alessandro Plateroti, cui fa eco Gianluca Parenti di Intermonte Sim che ricorda come “l’85% del flottante delle aziende del listino Star sia oggi in mano a inverstitori stranieri”.

I Pir sopperiscono anche alla difficoltà delle banche di erogare credito a causa degli eccessivi costi di compliance, “in aumento a ogni normativa e per noi banche significano milioni di accantonamenti aggiuntivi ogni anno” come ricorda Massimo Doris.

Doris è apparso invece più ottimista sull’altra grande fonte di spesa di questi anni per gli istituti di credito: l’evoluzione tecnologica di impresa e clienti. “L’età media dei nostri clienti è oggi di 50 anni” spiega l’a.d. “e, nonostante non stiamo parliando di millenials, ormai da agosto 2016 la maggior quantità di accessi alle nostre piattaforme avviene tramite applicazioni su smartphone, anche grazie all’autorizzazione tramite impronta digitale che consente di non utilizzare i vecchi e complessi codici di accesso”.

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