Lundie (AAA, Hermes): High yield e strategie di credito, ecco dove investire - Citywire

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Lundie (AAA, Hermes): High yield e strategie di credito, ecco dove investire

Lundie (AAA, Hermes): High yield e strategie di credito, ecco dove investire

“Per quanto ci riguarda, è la dimostrazione dell'importanza della diversificazione globale e del fatto che ormai non c'è più una linea di demarcazione così netta tra mercati emergenti e sviluppati poiché i rischi politici e valutari sono ovunque”, ecco i due centesimi del gestore dal massimo rating di Citywire (AAA) di Hermes IM, Fraser Lundie, sull’esito delle elezioni italiane.    

“Mi sembra che non siano molti i gestori che utilizzano una importante diversificazione geografica. Detto questo, anche noi componiamo il portafoglio partendo da una selezione settoriale, individuando i player più importanti per ogni mercato indipendentemente da dove si trovano i rispettivi quartieri generali. In questo modo, si riesce a gestire più efficacemente il rischio associato al singolo Paese. Ci sono state le elezioni in Italia, ma si potrebbe dire la stessa cosa di Brexit”, continua.

Per quanto riguarda la sua asset allocation nel Belpaese, predilige un titolo in particolare: “Investiamo in Italia e abbiamo una esposizione su Intesa Sanpaolo, che per noi è la banca meglio posizionata per gestire la questione Npl. Oltre alla banca, non abbiamo molti altri investimenti nel Paese”.

A regalargli la tripla A sono state le prestazioni di due fondi, l’Hermes Global High Yield Credit e l’Hermes Multi Strategy Credit. Nel caso di quest’ultimo, racconta il gestore, investono “in settori che dovrebbero resistere all'inflazione in rialzo, come il minerario e i metalli. Allo stesso tempo anche il bancario dovrebbe registrare buone performance”. 

A condizionare le scelte sul fronte dell’high yield, invece, è stato finora il tasso di default nel credito, sempre molto basso: “E quindi indovinare la società in cui investire ha un effetto positivo marginale da un punto di vista del valore. Ciò che ha fatto la differenza è stata la selezione del tipo di security emessa dalla stessa società, la qualee ci permette di ottimizzare il portafoglio in termini di duration, liquidità e volatilità”.  

Detto questo, nonostante i recenti flussi in uscita registrati da questa asset class nel mercato europeo, “nell'high yield europeo ci sono ancora molte opportunità, in particolare aziende americane che emettono titoli denominati in euro”. 

Parlando di Europa, Lundie ha spiegato anche qual è il suo punto di vista sull’impatto della MiFID 2: “Beh, probabilmente accelererà il trading elettronico, questo tipo di mercato verrà velocizzato, e poi avrà un impatto significativo sugli asset manager più piccoli perché hanno bisogno di una struttura importante per sostenere la funzione di compliance e i rischi operazionali”. 

Ma non è certo la nuova normativa europea a determinare le sorti del mercato del credito: “Tutto gira intorno alle banche centrali. L'unico fattore di impatto macroeconomico sono le scelte delle banche centrali e la loro abilità nell'eseguire un tapering senza complicazioni. Ciò che è successo con il dollaro nelle ultime settimane è l'altro fattore importante, visto che è sceso in linea con il rating di approvazione di Trump, e non in base ai fondamentali”. 

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Fraser Lundie
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