Lu Yu (Allianz GI): Tra gli Emergenti dominano Cina, Taiwan e Sud Corea - Citywire

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Lu Yu (Allianz GI): Tra gli Emergenti dominano Cina, Taiwan e Sud Corea

Lu Yu (Allianz GI): Tra gli Emergenti dominano Cina, Taiwan e Sud Corea

“Secondo Einstein i comportamenti umani sono guidati da tre fattori: avidità, paura e stupidità”. Basta questa battuta di Lu Yu, co-gestore del fondo Allianz Emerging Markets Equity Opportunities, per capire l’approccio della specialista di mercati emergenti nata e cresciuta in Cina, laureata una prima volta a Singapore e una seconda negli Stati Uniti, dove risiede oggi.

Fondo azionario attivo con approccio bottom up combinato (quantitativo e analisi diretta tradizionale) il veicolo di Allianz Global Investors di cui Lu Yu è cogestore insieme al lead manager Kunal Ghosh, punta a valorizzare “le abbondanti inefficienze del mercato equity”. “Sono proprio le inefficienze che rendono l’azionario più interessante e dinamico dell’obbligazionario” evidenzia Lu Yu. “Devi conoscere la materia – e per questo un background come il mio è un vantaggio – e devi mettere i famosi boots on the ground, analizzando le singole società recandoti direttamente in loco”.

Allianz Emerging Markets Equity Opportunities gestisce masse per 1,9 miliardi di dollari, focalizzandosi su un ventaglio tra le 60 e le 80 aziende di Paesi emergenti: al momento sono 62 (active share 78% e dividend yield al 4,5%), partendo da un universo di circa 2000 società.

Il limite di percentuale per ogni singola posizione è molto alto (10% del totale) e, per far capire le scelte di investimento, le prime cinque consistenze in portafoglio sono Hon Hai Precision Industry (elettronica taiwanese, 5,1% delle masse), la più famosa Lukoil (idrocarburi russi, 4,4%), Tencent Holdings (software cinese, 3,6%), Taiwan Semiconductor Manifacturing (semiconduttori taiwanesi, 3,6%) e Mobile TeleSystems PJsc (tlc russe, 3,3%).

“I tre Paesi per noi più interessanti, con prospettiva top down, sono Cina, Taiwan e Corea del Sud”  riprende Lu Yu. “In Cina abbiamo visto con piacere la scelta del Governo di sacrificare la crescita in favore della qualità. Taiwan beneficia di un Governo stabile e della produzione dei prodotti Apple. E la Corea del Sud ha ottime imprese chimiche e finanziarie, nonostante i rischi geopolitici”.

“I tre fattori da guardare analizzando i Paesi emergenti sono invece il consumo domestico, che coinvolge oggi il 35% della produzione ma è in crescita, il tasso di sviluppo tecnologico e il potenziale a lungo tetrmine” prosegue Lu Yu, sottolineando però, ad esempio, non fanno parte del suo lavoro le valutazioni sul debito privato cinese in aumento.

I mercati emergenti scontano oggi le politiche delle economie sviluppate (sintetizzabili in aumento di protezionismo, inflazione, tariffe, quotazione del dollaro e timori degli investitori) e ugualmente stanno correndo  grazie a guadagni per azione a doppia cifra, rialzo dei tassi già scontato, rotazione delle asset class (dopo anni di magra) e un indebolimento prospettivo del dollaro, causato dai finanziamenti in deficit voluti dall’amministrazione Trump. Tutti elementi di titubanza da parte del risparmiatore internazionale.

“In questo non c’è differenza tra investitori italiani o stranieri” conclude Lu Yu “Avere un accesso sempre più diretto ai fondamentali di questi Paesi sarà il modo migliore per far crescere la fiducia”.

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