Lettera di un bancario. Le difficoltà di chi è sia investitore tradito sia dipendente preoccupato - Citywire

Citywire - Per Investitori Professionali

Registrati per ottenere accesso illimitato al dabase di gestori di Citywire. La registrazione è gratuita e richiede solo un minuto.

Lettera di un bancario. Le difficoltà di chi è sia investitore tradito sia dipendente preoccupato

6 Commenti
Lettera di un bancario. Le difficoltà di chi è sia investitore tradito sia dipendente preoccupato

“Sono un impiegato della Popolare di Vicenza (ora Intesa SanPaolo) con un reddito complessivo inferiore a 35mila euro” esordisce così la lettera di un bancario pubblicata sabato da Plus.  

“Nell’estate 2014 ho aderito da non socio all’aumento di capitale, richiedendo 100 azioni e ottenendone 38 a 62,5 euro per via del riparto. BpVi era considerata allora la terza banca per capitalizzazione d’Italia e aveva appena lanciato senza esito l’Opa su Banca Etruria” ricorda il dipendente di quella che prima del crac era considerata in tutte le statistiche una delle prime 10 banche italiane.

“A settembre dello stesso anno la banca smise di remunerare la liquidità sui conti correnti (depositi vincolati a 1%) perché non era più interessata alla raccolta di liquidità. Decisi quindi di impiegare parte del mio patrimonio (circa 190mila euro allora investito per 100mila euro in titoli vari e per 90mila euro in liquidità) in bond della banca a breve-medio termine.”

“Attraverso la piattaforma interna di negoziazione obbligazioni ‘Retlots’ acquistai per 50mila euro (taglio minimo) il titolo subordinato 7/17 a tasso variabile (rendimento 3,15% + Euribor 3 mesi, codice Isin XS0336683254). Il titolo pagava e ha continuato a pagare cedole tra 2,8% e 3%, circa l’1,5% in più di un senior: tra i subordinati era quello con minor volatilità (penso per via del taglio minimo elevato). L’operazione fu effettuata il 30 settembre 2014 e il prezzo di acquisto fu di 100”.

“Pensavo che le varie forme di ristoro avrebbero compensato il prezzo del titolo che già a dicembre era vicino a 10. Non immaginando che la tempesta si trasformasse in catastrofe il titolo mi è rimasto in mano” aggiunge il bancario, raccontando con la sua storia il dramma personale e professionale di quanti come lui si trovano oggi nella duplice veste di investitore tradito e di dipendente preoccupato del futuro della sua azienda (anche se Intesa Sanpaolo ha parlato finora soltanto di 4mila uscite volontarie, ndr).

Scrivi un commento

Effettua il login o registrati per commentare. La registrazione è gratuita e richiede solo pochi minuti.