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Le Generali sono pronte a offrire competenze di asset management alle 4mila assicurazioni europee

Le Generali sono pronte a offrire competenze di asset management alle 4mila assicurazioni europee

"Tutte le assicurazioni oggi hanno la necessità di investire in asset alternativi, rispetto al Vita e al Danni, ma pochi soggetti hanno le competenze per farlo. Noi abbiamo oggi capacità nell'asset management non comuni perchè abbiamo capito che dare le nostre masse esclusivamente a gestori esterni era una perdita di valore".

"Abbiamo acquisito skills creando una piattaforma multiboutique che oggi siamo in grado di offrire alle circa quattromila compagnie di assicurazione presenti in Europa".

Philippe Donnet (in foto) ha dato grande spazio all'asset management (Generali Investments, ndr) e al wealth management (Banca Generali, ndr) del gruppo di cui è amministratore delegato, presentando questa mattina i risultati 2017 (ecco tutti i dati), da lui definiti "eccellenti".

"Il nostro piano strategico prevede di aumentare di 150 milioni di euro entro il 2020 i nostri risultati da asset management, ma confido che supereremo senza problemi quel target" ha aggiunto, ribadendo come Generali sia ormai "un gruppo di assicurazioni e di asset management".

"In precedenza non avevamo una vera strategia per l'asset management, ora sì. Il gruppo è solido su tre gambe: il ramo Vita, il Danni e la gestione dei capitali".

Parlando dell'intero gruppo, il group ceo di Generali ha sottolineato come non ci siano sviluppi sulla possibile partnership con Poste Italiane: "Forse bisogna chiedere a loro. Noi sappiamo che stanno cercando un partner e sicuramente è qualcosa che ci interessa".

Ha inoltre ribadito come sia prossimo il completamento del run off di Generali Lebel in Germania (sorridendo, nel dire che forse ci siano più offerte in campo rispetto a quelle più note), come l'investimento in Mps (che sta soffrendo in Borsa) "non sia strategico" e come il gruppo da lui guidato sia "opportunistico e disciplinato" in tema di fusioni e acquisizioni: "Le facciamo se serve, ma al momento non c'è niente di interessante sul tavolo. Quello che voglio ribadire è che non abbiamo alcuna intenzione di entrare nel business delle riassicurazioni".

Donnet ha inoltre aggiunto come non sia preoccupato per l'esito elettorale in Italia ("Il Paese resta per noi un punto di forza, non di debolezza") e che "le elezioni non rappresentano mai un rischio: sono il segno della democrazia e della sua salute", rivelando qualche perplessità in più sulla situazione in Argentina, Brasile e Turchia.

Nessun commento infine sulla crescita del gruppo Benetton nell'azionariato di Generali: "Il lavoro di noi manager è crescere il valore e l'appeal del gruppo che dirigiamo. I nuovi ingressi nella compagine azionaria e l'irrobustimento dei pacchetti rappresenta sicuramente un riconoscimento del nostro impegno".

   

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