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L'Angolo del consulente - I beni rifugio hanno il loro perché...

L'Angolo del consulente - I beni rifugio hanno il loro perché...

Nei momenti di incertezza, confusione e paura gli investitori tendono a vendere parte degli investimenti più rischiosi per acquistare delle coperture con lo scopo di diminuire le oscillazioni e proteggersi dalla volatilità.

I metodi più usati, oltre naturalmente ai derivati, sono : l’oro, il dollaro   - valuta forte per eccellenza – e i fondi volatilità inversamente correlati alla volatilità dei mercati.

Naturalmente – soprattutto oro e fondi volatility- sono molto vulnerabili nelle fasi in cui le azioni fanno bene, per riprendere tono nei momenti brutti.

Questo tipo di investimenti vanno mantenuti stabilmente nei portafogli a basso rischio, in maniera che possano “funzionare” tempestivamente. Con la tempistica lunga dei fondi, comprarli durante le turbolenze significa spesso arrivare troppo tardi, quando magari sarebbe il momento di tornare a “slargarsi”. Senza contare che per chi è allergico all’azionario offrono la possibilità di speculare sui ribassi dell’azionario.

Subito dopo la Brexit l’oro ha fatto +18% in pochi giorni, e la sua velocità di movimento è altissima, come tutte le materie prime, assieme alle valute infatti, le materie prime sono i beni più dinamici. In questo momento l’oro ha quotazioni bassissime, e piace a molti analisti proprio in questa fase di incertezza, anche perché le vendite allo scoperto sono ai massimi storici, per cui ci starebbe un boom nelle quotazioni se il quadro globale dovesse peggiorare. Teniamo anche conto che settembre è il mese tradizionalmente “toro” per l’oro.

Altro strumento interessante sono i fondi volatilità ,  inversamente correlati all’azionario, in quanto basati sulla volatilità implicita. Ho sentito spesso “consulenti” lamentarsi dicendo che sono dei pessimi fondi, dimostrando di non aver affatto compreso la loro natura e quindi le loro dinamiche.

A mio avviso una vera diversificazione che consente di investire nel lungo periodo non dovrebbe essere priva di nessuna tipologia di investimento: azionario, obbligazionario, materie prime, valute e fondi volatilità in percentuali scelte tenendo in conto dell’età, del carattere, delle possibilità e prospettive economiche del cliente, e non essere modificata in base all’andamento dei mercati, ma solo al mutare delle esigenze dell’investitore. Nessuno infatti può predire il futuro facendo scelte di breve periodo.

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