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L'angolo del consulente - Azionario su, obbligazionario giù

L'angolo del consulente - Azionario su, obbligazionario giù

In questo strano mondo di valori capovolti, anche gli asset finanziari si comportando in modo anomalo. Di solito chi vuole fare scelte poco rischiose si affida ad obbligazioni ad alto rating, generalmente sicure anche se quasi prive di rendimento, e sta alla larga dal volatile azionario. Cosa succede quest’anno? I fondi “tranquilli” perdono tra il 2 e il 3%, mentre quelli “rischiosi” anche se con alti e bassi se la cavano molto meglio.

Cosa fa così male alle obbligazioni? Da un lato un motivo tecnico: il rialzo dei tassi ormai nell’aria prova un aumento dei rendimenti delle nuove emissioni, facendo scendere di prezzo le vecchie, dall’altro un motivo di rischio politico: la situazione in Italia. Il panico seguito non tanto ai risultati elettorali quanto durante le arruffate e inquietanti trattative per la formazione del governo, ha portato a un aumento di rendimento dei titoli di Stato, e di conseguenza ad un brusco calo dei prezzi. In quasi tutti i fondi di bond sia europei che globali erano presenti i titoli italiani, con conseguenze immaginabili.

Per sottoscrivere adesso i Btp la gente infatti vuole un rendimento maggiore, perché il rischio solvibilità è molto aumentato. Misure senza copertura finanziaria, politici senza esperienza, posizioni antieuropeiste sono solo alcuni dei nuvoloni neri sulla nostra testa che fanno aumentare la nostra instabilità e incertezza sul futuro.

Vittime della tempesta sui titoli di stato le banche nostrane che, a causa dei Btp che costituiscono le loro riserve obbligatorie, hanno visto precipitare le loro quotazioni. Speriamo che la situazione si normalizzi anche se purtroppo siamo già tutti più poveri a causa dell’aumento del peso del debito pubblico diventato più oneroso grazie all’attuale incertezza politica.

Per riprendere il discorso iniziale, che i rendimenti dell’azionario siano ben maggiori in questo periodo rispetto a quello dei bilanciati – zavorrati dai cali dell’obbligazionario – non fa sì che sia modificato il profilo di rischio delle varie tipologie: è sbagliato rincorrere le performances a tutti i costi, perché quando il quadro cambia si rischia di trovarsi davanti a cali difficilmente sostenibili per chi non li sa gestire emotivamente.

Valida la vecchia regola che un portafoglio “tailor made” cioè fatto su misura del cliente, deve essere modificato solo quando le esigenze dell’interessato cambiano, e non seguendo i capricci dei mercati.

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