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La lettera anonima di un direttore di filiale: la MiFID 2 "farlocca" proposta dalle banche

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La lettera anonima di un direttore di filiale: la MiFID 2 "farlocca" proposta dalle banche

Le Mifid dei clienti nell'80% dei casi sono fatte dall’operatore della filiale prima che arrivi il cliente e, soprattutto, senza nemmeno consultarlo, per quella che è la mia esperienza”.

Lo scrive in una lettera aperta riportata dal Sole 24 Ore un ex direttore di banca di una filiale veneta di medie dimensioni, licenziato nel giugno 2016 per motivi disciplinari sull'erogazione del credito.

Il profilo Mifid viene inserito in funzione del prodotto che il bancario vuole inserire in portafoglio del cliente in base al budget del momento: fino a poco tempo fa non vi era nemmeno l’obbligo di consegnare una copia della Mifid al cliente che semplicemente firmava cinque facciate senza minimamente leggerne il contenuto” ha precisato.

“Andate a chiedere alla banca quanti 80enni hanno un profilo di rischio altissimo senza sapere come funziona o che contenuto ha il portafoglio detenuto in banca”.

“Il mal di budget dei dipendenti” ha proseguito l’ex direttore “è dovuto al collocamento di prodotti che non si vorrebbero vendere ma che si devono piazzare per far felice la banca o il dirigente di turno. È per quel motivo che il dipendente non sta bene perché sa che per accontentare uno deve 'fregare' l’altro”.

“Fino a fine anno i fondi tra i più blasonati di marchi stranieri e non, collocati dalla banca per cui lavoravo, avevano un up-front che va da 3% al 5%. Ma chiunque abbia minima conoscenza dei mercati sa che pagare un up-front del 3% su un fondo monetario significa non avere mai un rendimento da quell'investimento ma probabilmente una sicura perdita quinquennale. Il prodotto però è collocato con 'rischio basso'”.

“Dov’è l’errore in questo caso? Quanto alla MiFID2 se da un lato vi sarà l’obbligo di non usare più lo strumento di up-front o di commissioni di collocamento, dall’altro gli istituti di credito si sono già attrezzati per far pagare le stesse commissioni in una sorta di consulenza continuativa pari al 0,30% o 0,50% sul globale del portafoglio nominale sia lo stesso in utile o in perdita”.

“Il tutto inserito nella 'consulenza avanzata' dove una volta inserita una Mifid 'farlocca' sarà sempre lo stesso gestore a definire gli obiettivi di portafoglio e quindi alla fine a decidere per il cliente quali prodotti inserire. Ovviamente sceglierà quelli indicati dalla banca”.

“Unica nota positiva” precisa il direttore “è che così facendo non ci saranno più portafogli mono-prodotto, come le azioni della Popolare di Vicenza o i subordinati Mps”. 

 

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