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JPM: inno alla gioia per le banche italiane e l’Europa

JPM: inno alla gioia per le banche italiane e l’Europa
Se c’è qualcuno che beneficerà della vendita di beni pubblici avviata da Matteo Renzi per ripagare il debito italiano, saranno sicuramente le banche del Belpaese. 

Questa è l’opinione del portfolio manager dal rating Citywire AA Nicholas Horne, che cogestisce il fondo Michael Barakos, rating Citywire AA e Alexander Fitzalan-Howard, rating Citywire A.

Il Primo Ministro italiano ha promesso di vendere ogni anno l’equivalente dello 0,7% del Pil in beni pubblici per alleggerire il peso del debito pubblico. Secondo Horne, Mediobanca, che costituisce l’1,6% del fondo domiciliato in Lussemburgo e supervisionato dal gestore, sarà uno dei gruppi principali a beneficiare di questo piano.

“Molti di questi asset – ha commentato Horne per Citywire – sono detenuti in partecipazioni azionarie d’imprese pubbliche. Il notevole posizionamento di Mediobanca all’interno del mercato azionario farà sì che il gruppo ne trarrà profitto”.

“Al momento il titolo è scambiato con uno sconto del 15% rispetto alla media del settore bancario italiano. Il bilancio è in buona forma e hanno (Mediobanca, ndr) degli asset di qualità. Se i tassi restano bassi non verranno influenzati sfavorevolmente”.

Con il 26,9% delle esposizioni, il settore finanziario è il più rappresentato nel fondo di Horne mentre l’Italia occupa il 4,5% della ripartizione geografica, il che significa uno 0,7% di sovrappeso.

In aggiunta a ciò, il comparto ha un’esposizione anche su Intesa Sanpaolo, che Horne considera un altro buon investimento: “Sono probabilmente la migliore banca italiana. Inoltre hanno un alto rendimento, sottolineato dal fatto che sembra che nei prossimi 12 mesi ripagheranno il 4,7%”. 

E l’Europa?

Horne è un altro gestore che crede che l’Europa sia sulla via del recupero e, a livello di posizioni, preferisce titoli che beneficiano dagli attuali trend macroeconomici. Ossia, titoli più lontano possibili dalla Cina. Per esempio, con un posizionamento dell’1,1% sul fondo, Ryanair sembra uno di questi:

“Ryanair – spiega il gestore – sta beneficiando di diversi fattori. Non solo del risveglio dell’Europa ma anche dei prezzi bassi delle commodity. Considerando che i prezzi delle commodity rimarranno bassi, ci aspettiamo che i loro costi del carburante calino del 20%”.

Per quanto riguarda altri settori, come l’automotive, Horne punta su Daimler, su cui il fondo è esposto per il 2,4%. Secondo il manager, il motivo principale di questa scelta è dato dal fatto che Daimler, a differenza ad esempio di Volkswagen e BMW, dipende molto meno dal mercato cinese.

“Daimler ha sì un’esposizione alla Cina, ma anche agli Stati Uniti. Tuttavia, anche in Cina, – continua il gestore di JPM – se si guarda agli ultimi dati della raccolta, i risultati erano ancora positivi”.

Il quadro quindi sarebbe positivo: “L’immagine dell’Europa da un punto di vista macroeconomico, è la migliore dall’inizio della crisi finanziaria. Che si guardi alla politica fiscale, alla politica monetaria, le condizioni di credito o al comportamento dei consumatori, ci sono molti aspetti positivi”.

Alla fine di luglio 2015, Il fondo JPM Europe Equity ha avuto un ritorno in euro del 71,7% su un periodo di tre anni, contro il 63,8% nello stesso arco di tempo del benchmark Citywire di riferimento, il FTSE World Europe TR. 

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Gestori

Nicholas Horne
Nicholas Horne
11/70 di Area Euro (Performance su un periodo di 3 anni) Ritorno medio: 42,98%
Michael Barakos
Michael Barakos
42/184 di Europa (Performance su un periodo di 3 anni) Ritorno medio: 35,91%
Alexander Fitzalan-Howard
Alexander Fitzalan-Howard
68/184 di Europa (Performance su un periodo di 3 anni) Ritorno medio: 30,17%