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JPM: euro debole? Vento a favore per i prossimi 20 anni

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JPM: euro debole? Vento a favore per i prossimi 20 anni

Nonostante la crescita dell’azionario europeo negli ultimi anni sia rimasta indietro del 45% rispetto alla sua controparte americana, la storica relazione tra i due mercati implica che l’azionario del Vecchio Continente sia comunque in procinto di riprendere il passo.

È quello che spiega Thomas Buckingham, gestore dal rating Citywire AAA e responsabile insieme a Michael Barakos, (Citywire AA), del fondo da 4,2 miliardi di euro JPM Europe Strategic Dividend.

Secondo il manager, in risposta a diversi fattori tra cui l’euro debole, nei prossimi cinque anni i rendimenti dell’azionario europeo potranno aumentare fino al 10% rispetto all’attuale tasso del 3,5%.

“L’euro debole – spiega Buckingham in un commento di mercato – è segnale di una futura crescita del Pil. Con riferimento al suo potere d’acquisto sui mercati internazionali, al momento l’euro è sotto per più del 20% rispetto ai suoi livelli più alti”.

“Se l’euro rimane piatto, la velocità di questo movimento sarà il più grande colpo di fortuna dei prossimi vent’anni. Inoltre, la valuta bassa si traduce in una grande opportunità per gli esportatori europei”.

In aggiunta a ciò, scrive Buckingham, siccome quasi tutti i Paesi europei sono importatori di petrolio, i prezzi più bassi contribuiranno sicuramente alla crescita generale.

“Un abbassamento del prezzo del petrolio del 10%, in alcuni Paesi, si traduce almeno nella metà della crescita del Pil in punti percentuale. Oltre a questo, i prezzi più bassi del petrolio hanno un notevole impatto sull’aumento della confidenza dei consumatori e sul consumo in generale”.

Sul QE, il gestore aggiunge che è previsto che il programma aumenti di più del 50% il bilancio della Banca Centrale e che questo aumento di afflusso di denaro supporti i risk assets.

“Come percentuale della capitalizzazione del mercato azionario, il QE della Bce è l’equivalente della somma del QE americano 1, 2 e 3”, commenta Buckingham.  

Quali le azioni da selezionare?

Il gestore di JPM crede che la selezione di titoli è centrale per gli investitori europei di dividendi e che molti dei migliori sono da trovarsi al di fuori del perimetro tradizionale dei settori income dell’equity.

Due esempi di azioni valide sono le compagnie dell'automotive Daimler e Michelin: “Entrambe le società hanno beneficiato di prezzi più deboli del petrolio, il che si è tradotto a sua volta in un abbassamento dei costi di gestione, rendendo le compagnie più attraenti agli occhi di potenziali compratori”.

“Entrambe hanno entrate legate al dollaro e costi legati all’euro, traendo vantaggio dalla bassa valuta. Inoltre entrambe dovrebbero beneficiare di un rialzo della confidenza dei consumatori europei”.

Un altro settore in cui Buckingham vede terreno fertile è quello finanziario, dove il JPM Europe Strategic Dividend investe il 36,8% delle partecipazioni con un sovrappeso del 13,7%.

“Settori ciclici come il finanziario e i media costituiscono alcune delle migliori scommesse. Intesa Sanpaolo, Société Générale e ING sono state massicciamente riformate e ora offrono dividendi attraenti”.

Il fondo JPM Europe Strategic Dividend ha avuto un ritorno del 67,2% su un periodo di tre anni fino a luglio 2015, rispetto ad una crescita del benchmark di riferimento Citywire FTSE World Europe TR EUR del 68,3% nello stesso periodo.

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Gestori

Thomas Buckingham
Thomas Buckingham
24/34 di Equity - Europe Income (Performance su un periodo di 3 anni) Ritorno medio: 12,20%
Michael Barakos
Michael Barakos
11/34 di Equity - Europe Income (Performance su un periodo di 3 anni) Ritorno medio: 18,46%
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