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Infrastrutture nel radar di Legg Mason: inglobato il fondo della controllata australiana

Infrastrutture nel radar di Legg Mason: inglobato il fondo della controllata australiana

Le infrastrutture sono l’investimento dei prossimi dieci anni, aveva recentemente commentato Antoine Lesné di SPDR ETFs. Legg Mason sembra pensarla allo stesso modo.

L’asset manager americano ha infatti annunciato di aver incorporato il fondo RARE Infrastructure Value all’interno della propria gamma di fondi internazionali, Legg Mason Global Fund.

Il comparto, che d’ora in avanti si chiamerà Legg Mason RARE Infrastructure Value Fund, continuerà a essere gestito da Richard Elmslie e Nick Langley, co-fondatori, co-Ceo, co-Cio, con l’obiettivo di fornire agli investitori un capitale interessante e un rendimento in crescita, investendo in titoli globali legati alle infrastrutture.

“Dopo il successo del lancio a luglio di quest’anno di Legg Mason RARE Global Infrastructure Income Fund, domiciliato in UK - che da allora ha raccolto 277.8 milioni di dollari USA (al 30 novembre 2016) - la fusione ci permette di espandere la nostra offerta nel campo delle infrastrutture anche agli investitori internazionali”, ha commentato Jaspal Sagger, head of international product a Legg Mason.

Il processo segue l’acquisizione da parte di Legg Mason nell’ottobre del 2015 proprio di RARE Infrastructure, società con sede a Sydney, attraverso la quale Legg Mason ottenne il 75% della partecipazione azionaria della società australiana.

Fondata nel 2006, RARE è oggi una delle principali società di gestione completamente dedicata alla classe di investimento delle infrastrutture, gestendo un patrimonio dal valore di 6.1 miliardi di dollari americani (al 30 giugno 2016) per clienti istituzionali e retail.

Quello delle infrastrutture, ha aggiunto Langley, è un settore con una storia secolare, “che oggi comincia a essere riconosciuto, a livello globale, come un’opportunità per aumentare la domanda aggregata e la produttività futura dei Paesi. Fornisce anche vantaggi eccellenti per la diversificazione di portafoglio, dal momento che è scarsamente correlato all’andamento delle obbligazioni globali e poco sensibile alla volatilità delle azioni globali”. 

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