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Il Papa rimprovera i cf ed elenca 4 “comportamenti moralmente criticabili”

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Il Papa rimprovera i cf ed elenca 4 “comportamenti moralmente criticabili”

Papa Francesco “tira le orecchie” ai consulenti finanziari. In un comunicato pubblicato dalla Santa Sede in cui vengono riassunte diverse considerazioni sull’attuale sistema economico-finanziario globale il sommo pontefice sottoscrive anche alcune critiche rivolte al mondo della consuelenza finanziaria.

“Un grande aiuto, allo scopo di evitare crisi sistemiche, sarebbe delineare una chiara definizione e separazione, per gli intermediatori bancari di credito, dell’ambito dell’attività di gestione del credito ordinario e del risparmio da quello destinato all’investimento e al mero business. Tutto ciò allo scopo di evitare il più possibile situazioni di instabilità finanziaria”, si legge nella nota.

“Una sanità del sistema finanziario esige inoltre la massima informazione possibile, così che ogni soggetto possa tutelare in piena e consapevole libertà i suoi interessi: è infatti importante sapere se i propri capitali vengono impiegati a fini speculativi o meno, così come conoscere chiaramente il grado di rischio e la congruità del prezzo dei prodotti finanziari che si sottoscrivono. Tanto più che solitamente il risparmio, specie quello familiare, è un bene pubblico da tutelare e cerca un’ottimizzazione avversa al rischio. Lo stesso risparmio, quando viene affidato alle mani esperte dei consulenti finanziari, esige di essere ben amministrato e non semplicemente gestito”, prosegue.

Infine, il Vaticano segnala alcuni “comportamenti moralmente criticabili” nella gestione del risparmio da parte dei cf: “Una eccessiva movimentazione del portafoglio dei titoli allo scopo prevalente di accrescere i ricavi derivanti dalle commissioni per l’intermediario; un venir meno della debita terzietà nell’offerta di strumenti di risparmio, in regime di comparaggio con alcune banche, quando prodotti di altri meglio si attaglierebbero alle esigenze del cliente; la mancanza di un’adeguata diligenza, o addirittura una negligenza dolosa, da parte dei consulenti, circa la tutela degli interessi relativi al portafoglio dei propri clienti; la concessione di un finanziamento, da parte di un intermediatore bancario, in via subordinata alla contestuale sottoscrizione di altri prodotti finanziari emessi dal medesimo, magari non convenienti al cliente”.

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