Il Fisco chiarisce perché conviene versare il premio di produttività in un fondo pensione - Citywire

Citywire - Per Investitori Professionali

Registrati gratuitamente per ricevere le nostre email con le ultime notizie, le analisi e i commenti da Citywire Italia. Per registrarsi basta un minuto.

Il Fisco chiarisce perché conviene versare il premio di produttività in un fondo pensione

1 Comment
Il Fisco chiarisce perché conviene versare il premio di produttività in un fondo pensione

L'autore, avvocato, è dal 2008 in Mefop (società per lo sviluppo del Mercato dei Fondi Pensione) ed è responsabile della consulenza e della formazione in materia legale                                           

Una leva utile al collocamento e allo sviluppo dei prodotti di previdenza complementare riguarda lo speciale regime di detassazione fiscale riservato ai premi di risultato versati al fondo pensione.

Un aggiornamento sul tema è decisamente di interesse anche tra i consulenti, vista l’attualità e la crescente diffusione di iniziative di welfare aziendale orientate principalmente ai settori della previdenza complementare e dell’assistenza sanitaria integrativa; si tratta di strumenti di welfare integrativo con cui le aziende, oltre a soddisfare bisogni primari dei lavoratori, raggiungono ad un tempo importanti risultati di fidelizzazione del dipendente.

Il premio di risultato (o di produttività), regolamentato da apposti accordi sindacali che ne fissino i criteri, se versato ad una qualsiasi forma di previdenza complementare è completamente detassato. Viceversa, normalmente, i contributi datoriali versati al fondo pensione sono tassati con il c.d. contributo di solidarietà nella misura del 10%, sono deducibili dal reddito dichiarato ai fini Irpef entro il plafond di 5.164,57 euro e, per la parte non dedotta, sono tassati in fase di liquidazione.

Vediamo quali interventi normativi di favore si sono susseguiti nella più recente normativa sul premio di produttività.

La Legge di Bilancio per il 2017 ha modificato la disciplina del premio di risultato – veicolato da contrattazione aziendale o territoriale – introdotta dalla Legge di Stabilità per il 2016, prevedendo esplicitamente la possibilità di convertire in tutto o in parte il suddetto premio in contribuzione al fondo pensione godendo in tal modo di vantaggi sotto il profilo fiscale.

La novità è data dalla possibilità di convertire il premio di produttività al fondo pensione godendo (nei limiti di 3.000 euro, innalzato a 4.000 euro per premi regolati da accordi stipulati fino al 24 aprile del 2017) di una deducibilità fiscale totale in fase di versamento.

In tal modo i lavoratori che optano per il versamento del premio al fondo potranno dedurre nell’anno i contributi  versati anche oltre l’ordinario plafond di deducibilità di 5164.56 euro, fino ad una cifra complessiva di 8164,57 euro, corrispondente al plafond ordinario aumentato dell’importo massimo di premio deducibile di 3.000 euro. 

La legge di bilancio per il 2017 ha specificato che l’esenzione, già prevista, si sarebbe protratta anche in fase di prestazione ai sensi dell’art.11, comma 6, del d.lgs 252/2005 che disciplina la base imponibile da prendere a riferimento per la tassazione delle prestazioni di previdenza complementare sia in forma di capitale che in forma di rendita. A tal proposito si era prospettato il dubbio se l’esenzione dovesse riguardare unicamente le prestazioni erogate dal fondo al momento della maturazione dei requisiti pensionistici o se la speciale esenzione dovesse intendersi estesa ad ogni forma di liquidazione.

Sul tema è intervenuta recentemente l’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 5/E del 29 marzo 2018 che ha specificato come il richiamo al citato art.11 è al solo fine di  regolare il criterio generale di determinazione della base imponibile dell’erogazione generata dai contributi versati in sostituzione dei premi di risultato, senza per questo legare la detassazione del premio ad un’unica forma di prestazione (cioè quella al pensionamento). Di conseguenza la defiscalizzazione è totale, deve ritenersi applicabile non solo alle prestazioni pensionistiche in capitale e rendita vitalizia, ma ad ogni forma di erogazione del montante accumulato presso il fondo pensione, comprese anticipazioni, riscatti e rendita integrativa temporanea anticipata (c.d. RITA).

L’Agenzia ha fornito anche alcune indicazioni operative specificando che, entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello si effettuano i versamenti, il lavoratore deve comunicare al fondo pensione l’importo dei contributi sostitutivi del premio di risultato. Il premio versato al fondo pensione è l’unica forma di contribuzione a previdenza complementare che, non solo non è assoggettata ad imposizione in fase di versamento, ma non dovrà neanche concorrere in nessun caso alla formazione della base imponibile in fase di erogazione.

 L’Agenzia delle Entrate, con tale provvedimento, è intervenuta sulla materia del welfare aziendale e contrattuale con puntuali precisazioni anche su altri versanti, confermando un crescente interesse verso questa tematica di cui si attende un inarrestabile sviluppo.

Scrivi un commento

Effettua il login o registrati per commentare. La registrazione è gratuita e richiede solo pochi minuti.