Il caffé finanziario - Il consulente del futuro e le tre "C" che ne determineranno il successo - Citywire

Citywire - Per Investitori Professionali

Registrati gratuitamente per ricevere le nostre email con le ultime notizie, le analisi e i commenti da Citywire Italia. Per registrarsi basta un minuto.

Il caffé finanziario - Il consulente del futuro e le tre "C" che ne determineranno il successo

Il caffé finanziario - Il consulente del futuro e le tre "C" che ne determineranno il successo

Un recente report di HSBC ha cercato di far luce su quali saranno gli sviluppi tecnologici che andranno ad impattare sulla banca del futuro, cambiandone i connotati.

Secondo questa ricerca, le banche metteranno sempre di più a disposizione dei clienti interfacce di realtà aumentata e di realtà mista per svolgere le operazioni bancarie. La separazione fra ambiente di servizio digitale, fisico e remoto non sarà più così netta.

Ci sarà quindi un gran bisogno di operatori del servizio clienti altamente specializzati, abilitati a supportare i clienti su un’ampia gamma di prodotti in grado di passare da un ambiente virtuale all’altro in qualsiasi momento per soddisfare le esigenze della clientela.

Un capitolo interessante di questa ricerca è dedicato al servizio di consulenza per il cliente del futuro.

Il consulente del futuro dovrà possedere eccellenti capacità comunicative ed empatiche verso i clienti,  unitamente ad approfondite conoscenze di prodotti e di contesto. Ciò richiederà un ottimo livello di conoscenza delle principali tecnologie di comunicazione digitali, molto elevate rispetto quelli attuali.     

Chiaramente questa ricerca non riporta date precise, ovvero non si ipotizza in quanto tempo le banche evolveranno verso questo modello. Però potremmo iniziare a chiederci se le reti di consulenza finanziaria avranno una diversa linea di sviluppo oppure no e se sono consapevoli di questo probabile futuro e se stanno agendo di conseguenza per prepararsi a coglierne le opportunità.

Se dovessimo proiettare nel futuro le attuali linee di tendenza, potremmo dire che le reti di consulenza si occuperanno nel futuro prevalentemente di clienti molto molto anziani e danarosi e diventeranno società specializzate in intrattenimento turistico, tornei di golf e in intrattenimento di tipo culturale, teatro, mostre, ecc.

Questo infatti è ciò che la maggior parte delle reti ritiene essere il prendersi cura dei clienti top.

Nel frattempo questi clienti continueranno ad invecchiare e inevitabilmente la ricchezza passerà per successione a esponenti della generazione Millennials, per i quali se non sei presente sul loro smartphone non esisti.

Allo stesso tempo i consulenti saranno ormai molto anziani, dato lo scarso ricambio generazionale che il settore della consulenza presenta attualmente. Non dimentichiamoci che già oggi l’età media di un consulente in Italia è 52 anni.

Nel futuro però ci sarà bisogno di saper utilizzare sempre di più  strumenti e processi digitali ed è probabile che per questo motivo saranno decisivi ruoli intermedi di assistenza digitale al consulente, prima che al cliente. Segretarie-badanti iperspecializzate?

A meno che non ci si accorga in tempi brevi che è necessario e cruciale invertire la tendenza e iniziare da subito a formare nuove generazioni di giovani e brillanti consulenti ed inserirle nel mondo del lavoro.

Il successo delle reti di consulenza così come oggi le conosciamo è stato costruito prevalentemente sulla relazione tra consulente e cliente. È quindi naturale che le reti continuino a investire molto su questo aspetto.

Probabilmente però questo genere di legame non basterà più.

Dall’altra parte, all’estremo opposto,  ci sono tentativi di puntare tutto sulle piattaforme digitali, anche con sistemi di roboadvisor, tentando di fare a meno della relazione tra consulente e cliente. In questo caso i margini sono molto bassi e il modello non sembra prendere quota.

È quindi probabile che le reti del futuro, quelle vincenti, sapranno abbinare tecnologia e piattaforme estremamente evolute con un servizio di alta qualità legato alla consulenza e alla comunicazione.

Ma per fare questo il tempo non è più molto, gli investimenti da mettere in campo sono ingenti e la formazione delle risorse richiede tempo: bisogna pensarci quindi con grande anticipo.

Il consulente del futuro saprà quindi distinguersi dalle macchine e utilizzarle a proprio vantaggio attraverso un insieme di competenze che sono quelle che lo differenzieranno proprio dai robot presenti nell’ambiente di lavoro.

Il report di HSBC le definisce “ le tre C”: curiosità, creatività e comunicazione.

Gli elementi essenziali per il successo della consulenza finanziaria del futuro saranno quindi persone in grado di essere sempre più persone e strumenti digitali che andranno a sostituire tutto quello che non è creativo.

La rete di successo del futuro saprà mettere a disposizione del consulente il meglio della tecnologia e il meglio della formazione personale e professionale.

Una sfida da cogliere per tempo.

Mi viene in mente una bella pubblicità di Accenture di qualche anno fa che si intitolava: “I dinosauri sono tutti morti”. Portava l’attenzione sul fatto che non sempre sono i più forti e i più grossi a vincere, spesso vincono i più veloci.

Scrivi un commento

Effettua il login o registrati per commentare. La registrazione è gratuita e richiede solo pochi minuti.