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Il Caffè Finanziario - Consulenti: gestire il tempo come Eisenhower

Il Caffè Finanziario - Consulenti: gestire il tempo come Eisenhower

Nella scorsa puntata abbiamo parlato di quanto sia vantaggioso e potente analizzare e programmare la nostra attività muovendoci sui quattro quadranti di una matrice derivata da un piano cartesiano.

Si dice che il generale americano Dwight D.Eisenhower, detto “Ike”, comandante in capo delle forze alleate in Europa durante la seconda guerra mondiale e successivamente eletto 34º Presidente degli Stati Uniti d’America, ne utilizzasse una tutta sua per pianificare il proprio tempo.

Quella ormai famosa matrice, incrocia su un piano cartesiano le due principali caratteristiche che possono essere assegnate ad ogni compito da svolgere: importanza e urgenza. L’importanza ha a che fare con il “peso” e la ricaduta che la buona riuscita di quel compito avrà sulla nostra attività, mentre l’urgenza ha a che fare con la data ultima entro la quale il compito dovrà essere completato.

Sull’asse delle y, dal basso verso l’alto, freccia in su,  tracciamo l’asse dell’importanza. Su quello delle x, da destra verso sinistra, freccia a sinistra (si, è al contrario ma che volete farci, sono anglosassoni), tracciamo l’asse dell’urgenza.

Così facendo avremo i quattro quadranti delle cose da fare. Partendo da quello in alto a sinistra e muovendoci in senso orario:

1.    Cose da fare Importanti e Urgenti

2.    Cose da fare Importanti ma Non Urgenti

3.    Cose da fare Non Importanti e Non Urgenti

4.    Cose da fare Urgenti ma Non Importanti

Ora traduciamo per aree (quadranti):

1. Area della criticità. Ho ormai poco tempo per fare cose importanti. Devo farle assolutamente io, proprio perché sono importanti. Perché mi sono ridotto a questo punto? Probabilmente non ho pianificato bene, non ho delegato qualcosa quando potevo o mi è arrivata qualche richiesta fra capo e collo. Comunque devo fare in modo di trovarmi qui il minor numero di volte possibile.

2. Area della pianificazione. Ho tutto il tempo che voglio per preparare bene questa attività. Il che non significa che non ci penso più fino a quando la stessa non sale in area 1, diventando una criticità, ma significa che quando ho un po’ di tempo libero mi dedico completamente a questo compito, in tranquillità.

3. Area del cazzeggio, ovvero delle cose inutili, Non Importanti e Non Urgenti, ma spesso particolarmente piacevoli. La cura sarebbe eliminarle, non farle, ma realisticamente potremmo cercare di ridurle almeno un po’, il più possibile.(Non fare bene cose che non servono!)

4. Area della delega. Il maggior numero di compiti che diventano Urgenti ma che Non sono così Importanti da richiedere la mia personale attenzione, li delego. Ecco a cosa servono le segretarie. Sembra una cosa facile il delegare, ma chi ha o ha avuto una segretaria sa bene che la cosa è molto più complicata di quanto può sembrare. Ne riparleremo.

Ok. Siamo nel 2018. Che cosa possiamo ancora imparare dal Presidente Eisenhower? Secondo me moltissimo. Però, appunto, siamo nel 2018 e attraverso la tecnologia, potremmo gestire la sua matrice in maniera molto più efficace e soprattutto efficiente, diciamo quasi in modo automatico.

Per esempio pensate che figo se potessimo fare in modo, grazie alla tecnologia, che le attività cambiassero quadrante da sole, avvicinandosi la data di scadenza. E che fossero collegate automaticamente al nostro calendario. E a dei promemoria personalizzati da ricevere un po’ di tempo prima, per esempio il giorno prima, magari via email.

Sarebbe smart avere due differenti viste delle cose da fare, utilizzabili a piacimento, l’una o l’altra, con un click: a matrice ma anche a elenco, ordinato in base alla data di scadenza.

E se volessimo spostare le attività da un quadrante all’altro utilizzando il trascinamento della selezione, senza dover cancellare e riscrivere? Sarebbe comodo no?

Sarebbe anche utile poter inserire di getto le attività che ci vengono in mente durante la giornata (o la notte...) e poter poi inserire successivamente, a mente fredda, le date di scadenza impostandone i relativi promemoria!

Infine il massimo sarebbe poter ricercare fra le attività per argomenti (etichette o tag), filtrare le attività per stati (completato / non completato), poter ottenere statistiche e report configurabili per tutte le attività completate (sarebbe tra l’altro super utile per tracciare l’attività in ottica MiFID 2).

Se questa soluzione esistesse per davvero, quanto sareste disposti a investire all’anno per averla da subito utilizzabile sul vostro iPad?

Pensate mentalmente a una cifra congrua.

Ho detto congrua…

Fatto?

Al prezzo di €3,50 una tantum e per sempre la comprereste?

Troppo poco vero? Pensavate di più.

Va beh, solo per questa volta! Eccola qui: https://apple.co/2HGbVSp .

Funziona perfettamente su iPhone, iPad e Mac e li sincronizza automaticamente fra loro.

Sul Mac presenta addirittura funzioni aggiuntive:

1. Delega di compiti via email, messaggi, ecc... (Tramite il menu di scelta rapida) (solo versione Mac)

2. Gli elenchi di attività possono essere condivisi su Facebook, Twitter, ecc... (Solo versione Mac)

3. Modifica di più attività contemporaneamente (solo versione Mac)

4. Copia e incolla di compiti all'interno del programma, nonché da/ad altre applicazioni (solo versione Mac).

Bene. Parlando della matrice di Eisenhower abbiamo anche ripassato il processo di vendita di una soluzione.

Rileggendo l’articolo, riconoscerete, se non lo avete già fatto, tutti i principali passaggi della vendita di soluzioni:

1. Storytelling (reale, mai raccontare balle!).

2. Visualizzazione dei vantaggi della soluzione (ipoteticamente) proposta rispetto alla situazione attuale del potenziale cliente.

3. Creazione del bisogno/desiderio attraverso il coinvolgimento in prima persona del cliente attraverso il “fare immaginare” (“e se…”, uso del condizionale, periodo ipotetico) tutti i vantaggi (che poi sono le caratteristiche reali del prodotto presentate come vantaggi per lui) di possedere già la soluzione, tramite domande.

4. Fare attribuire dal cliente un valore importante alla soluzione proposta.

5. Minimizzarne il prezzo. (Massimizzarne la convenienza, quindi).

6. Far accettare il costo come vantaggioso o per lo meno equo (in questo caso lo è credetemi, esistono app simili che richiedono salati abbonamenti annuali)

7.    Chiudere la vendita senza enunciare il nome del prodotto se non quando il cliente ha acquistato, per evitare che possa fare confronti con la concorrenza prima di firmare.

 In fondo vendiamo le nostre soluzioni personalizzate, non prodotti standardizzati no?

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Piermario Piccardo, classe 1967, da 25 anni lavora nel settore della distribuzione di servizi finanziari. Il suo percorso professionale in primarie aziende nazionali e internazionali, dalla gavetta come promotore finanziario neolaureato fino all'incarico di manager responsabile di Liguria e Basso Piemonte, ne certifica la profonda conoscenza, da ogni angolo visuale, del mondo delle reti e della professione. Twitter e Telegram:@pieropiccardo

Appassionato lettore di finanza, psicologia e management, crede nell'importanza della crescita personale e professionale del consulente attraverso il lavoro sulla formazione, sulla motivazione e sul gioco di squadra, all'interno di un sistema assolutamente meritocratico e in un clima lavorativo piacevole, che riconosca ed evidenzi le qualità dei singoli a vantaggio dell'intero gruppo. Nel 2015 ha pubblicato l'ebook " Come sfruttare il Cloud gratis e ricominciare a vivere" pubblicato da Amazon. Le opinioni che qui esprime sono a titolo puramente personale.

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