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Il caffè finanziario - Come capire chi abbiamo di fronte. Anche quando varia il suo comportamento

Il caffè finanziario - Come capire chi abbiamo di fronte. Anche quando varia il suo comportamento

Ed eccoci arrivati alla terza puntata dedicata a “Come riconoscere davvero chi ci sta di fronte”.

Nelle due puntate precedenti (la prima e la seconda, ndr) abbiamo descritto, numerato e posizionato i nove possibili differenti tipi psicologici sul nostro diagramma in questo modo:

Oggi ci occupiamo del fatto che, lungi dall’essere una fotografia della realtà, l’enneagramma ne rappresenta piuttosto il movimento incessante.

Abbiamo visto come ogni tipo psicologico possa essere più o meno fortemente contagiato dal tipo che lo precede o che lo segue sulla circonferenza, ma non è tutto.

Il diagramma completo è questo:

Ogni tipo, al verificarsi di particolari condizioni, tende ad assumere le caratteristiche peggiori (se si muove nel senso della freccia) o migliori (se si muove in senso inverso) di altri 2 tipi specifici. Ad esempio il Perfezionista (1) tenderà “in Stress” a prendere le caratteristiche negative del 4, mentre “a Riposo”, prenderà quelle migliori del 7.

Questo ovviamente complica il riconoscimento dei tipi, perché potremmo scambiare per un 4 un Perfezionista in Stress.

Vi è mai capitato di andare in vacanza con un collega e scoprire una persona diversa da quella che pensavate di conoscere? Ecco, accade esattamente qualcosa del genere. Al cambiare delle condizioni ambientali e degli stimoli esterni, i nostri personaggi tendono a muoversi e a camuffarsi.

Ma per le nostre finalità di comunicazione non è un grosso problema, basta evitare di sbagliare completamente approccio. Ad esempio, con un 8 (Boss, pensate a John Waine), l’approccio sbagliato potrebbe essere quello di volerlo interessare a ragionamenti filosofici sulla finanza, piuttosto che fornire soluzioni semplici e scelte (poche) da fare, ad esempio fra due prodotti.

Un 5 invece avrà bisogno di conoscere il ragionamento che avete fatto per arrivare a proporgli quella soluzione di investimento, passaggio per passaggio.

Un 1 vi farà le pulci sui dettagli, perciò dovrete essere molto ben preparati a gestirne le obiezioni. Un 3 vorrà avere al suo fianco un consulente vincente e di successo, farà molta attenzione alla vostra immagine, che invece potrebbe essere controproducente con un tipo 4.

Il 2 e il 6 fobico saranno tendenzialmente socievoli, ma poco propensi a prendere decisioni in prima persona. Avranno bisogno di sentirsi in buona compagnia (2) sentendo citare casi di altri clienti in cui possano riconoscersi, oppure avranno bisogno di regole a cui fare riferimento (6).

Prendendo a prestito alcuni concetti dalla PNL, per chi ne ha qualche dimestichezza, potrebbe essere utile sapere che i tipi 1,3 e 7 sono visivi, mentre 8,5 e 6 sono uditivi e i rimanenti cenestesici, come canale di accesso primario.

Se un cliente non vede l’ora che voi iniziate a tracciare schizzi, grafici, appunti, probabilmente si tratta di un Perfezionista, di un Attivista-Realizzatore o di un Artista.

Possiamo anche dire, dal punto di vista dei metaprogrammi associati ad ogni tipo, che 1,5 e 6 sono procedurali, ovvero hanno bisogno di ragionamenti, mentre 2,3,7 e 9 sono opzionali, ovvero amano avere opzioni già pronte.

1,5 e 8 sono introversi, gli altri estroversi. 1 e 5 sono quelli maggiormente attenti ai dettagli, l’1 perché cercherà il difetto, il 5 perché lo analizzerà come uno studioso.

Dopo la Chiesa, che utilizza da tempo questo strumento per la formazione dei giovani preti (alcuni dei migliori libri sull’argomento sono stati scritti da religiosi), oggi anche le aziende hanno iniziato ad utilizzare l’Enneagramma delle personalità per utilizzare al meglio i talenti innati delle proprie risorse umane o per selezionarle:

Questo strumento può quindi rivelarsi estremamente utile anche  ai manager che devono gestire al meglio i propri coordinati. Ad esempio per gestire al meglio i gruppi di lavoro, selezionandone partecipanti sulla base di questi criteri.

Prima di tutto però lo strumento è molto utile per una migliore conoscenza di se stessi e per la propria crescita personale.

Ma da dove viene questo strumento e chi lo ha inventato? La risposta si perde nella notte dei tempi. Fa parte di una conoscenza vastissima e molto profonda sulla natura umana e sul funzionamento dell’universo, che ha attraversato i secoli ed è giunta fino a noi a volte in maniera rocambolesca.

L’Enneagramma fonde insieme la legge cosmica del 3 (unità e trinità, positivo-negativo-neutro, tesi-antitesi e sintesi di hegeliana memoria) rappresentata dal cerchio e dal triangolo equilatero in esso iscritto 6/9/3 con quella del 7 o dell’ottava (sette note musicali, sette peccati capitali, sette virtù teologali, sette giorni della settimana ecc.). Che l’universo sia vibrazione/energia e allo stesso tempo materia, in fondo lo ha certificato Einstein con la Teoria della Relatività, ma la conoscenza di questo dato di fatto è molto più antica. 1 (legge del tre) diviso 7 (legge dell’ottava) fa 0,142857 periodico, esattamente il movimento dei tipi sull’enneagramma.

I numeri sulla circonferenza si dispongono seguendo le leggi individuate da Fibonacci (meglio sarebbe dire “riscoperte”) nella crescita dei petali nelle piante (legge del 3, cerchio suddiviso in tre parti uguali Pancia-Cuore-Testa con angoli di 137,5 gradi), ovvero il Phi, la sezione aurea.

Come è noto, i rapporti generati dalla sequenza di Fibonacci sono tutt’ora utilizzati con successo in analisi tecnica, per calcolare i probabili ritracciamenti dei trend e i possibili punti di svolta. Ma c’è molto di più dietro a Leonardo il Pisano.

La gematria (geometria sacra) utilizzata per la costruzione di quasi tutte le Chiese da millenni, ha seguito le stesse leggi e ha cercato di riprodurre, attraverso l’architettura, strutture che creassero armonie (i rosoni gotici ne sono un esempio lampante e “armonia” non è una parola casuale, fa riferimento a vibrazioni sonore) e che riproducessero particolari frequenze in grado di “risuonare” insieme ai fedeli (nemmeno il Dna sfugge a queste leggi) all’innalzarsi di cori e preghiere. L’effetto era certamente conosciuto, ricercato e voluto.

Per tutti i 5 che volessero approfondire, garantisco che la strada è veramente lunga, ma affascinante. Consiglio vivamente, nel caso, di leggere libri, non di participare a corsi a pagamento di dubbia natura ed efficacia. Le scorciatoie, spesso, non portano da nessuna parte. Uno tra i migliori per cominciare è “Enneagramma, i nove volti dell’anima” scritto da due padri gesuiti.

Se volete andare alla fonte seguite le tracce di Georges Ivanovič Gurdjieff, anche se i suoi scritti vi appariranno dal principio assolutamente illeggibili e privi di senso.

A tutti quanti mi permetto di suggerire di provare a utilizzare l’Enneagramma dei tipi psicologici (una banalizzazione efficace dell’Enneagramma integrale) con se stessi, con i propri familiari, con i colleghi e con i clienti, facendo parecchio allenamento. Vi stupirete dei risultati e delle nuove letture della realtà che si apriranno davanti ai vostri occhi.

Alla prossima.

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