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Gross: "Trump, ma quale anti-establishment? Sul debito le stesse ricette"

Gross: "Trump, ma quale anti-establishment? Sul debito le stesse ricette"

L’amministrazione di Donald Trump non comporterà uno strappo totale rispetto a quelle precedenti. È questo il messaggio centrale dell’ultimo outlook di investimento di Bill Gross.

L’ex star manager di Pimco ha rivolto la sua attenzione alle strategie perseguite dall’establishment politico ed economico “da sette anni a questa parte” nella risoluzione della crisi del debito globale che, nelle parole di Gross, “potremmo aspettare ancora a lungo”.

Tra le policy annunciate (e all’interno della retorica espressa) dal neo-eletto presidente americano, dice il “re dei bond”, ce ne sono almeno tre che combaciano perfettamente con il modus operandi seguito dal 2009 ad oggi dalla classe dirigente:

“Enfatizzare la politica ‘fiscale’ e non più quella ‘monetaria’, ma mai menzionare Keynes o un significativo aumento del deficit pubblico.

Usare termini in voga come la spesa per ‘infrastrutture’ e ‘tasse basse’. Tutti vogliono delle strade con meno buche, o no? E tutti vogliono pagare meno tasse!”, scrive causticamente Gross.

“Promuovere il capitalismo – nonostante i tassi d’interesse vicini allo zero controllati dal governo deformino i mercati e, in definitiva, alterino il capitalismo così come lo conoscevamo una volta. Reintrodurre la logica della curva di Laffer su un’imposta sui redditi d’impresa significativamente più bassa. Alimentare la speranza. Scoraggiare il riconoscimento di trend di produttività pessimi, i quali rappresentano un test critico dell’efficacia di un sistema economico”, prosegue.

“Se siete un politico o un policymaker, pianificate prima o poi di ritirarvi dalla Fed/Congresso/Esecutivo e annunciate che ora tocca ai Millenials. Se siete un manager attivo, lottate contro il trend degli Etf a basso costo. Ma aspettate di ritirarvi con un bel gruzzolo”.

Questi tre modi di approcciare la realtà economico-finanziaria circostante, conclude Gross, corrispondono alle misure annunciate da Trump.

“Non c’è dubbio che molti aspetti del programma di Trump siano positivi per l’azionario e negativi per l’obbligazionario a breve termine – i tagli delle tasse, la deregolamentazione, lo stimolo fiscale e così via”, scrive il gestore.

Tuttavia, sul lungo termine, “gli investitori devono tenere in conto il lato negativo di Trump, le sue idee contro la globalizzazione che potrebbero ridurre il commercio e impattare sfavorevolmente i profitti di molte aziende”.  

 

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William H Gross
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