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Giuliani (Azimut): Ci sono concorrenti italiani dietro gli attacchi al nostro titolo

Giuliani (Azimut): Ci sono concorrenti italiani dietro gli attacchi al nostro titolo

Potrebbero esserci alcuni concorrenti italiani interessati a mettere le mani sul gruppo dietro le costanti vendite allo scoperto (short) subite a Piazza Affari da Azimut: operazioni che hanno interessato il 9,2% del capitale da 2 miliardi di euro di una società indipendente da banche che, unendo gestione di patrimoni (52 milioni di euro) e la sesta rete di consulenza italiana (1.719 cf), rappresenta un unicum nel panorama nazionale.

"Proposte di acquisizione ne riceviamo da tempo, da pretendenti italiani e stranieri" ha ribadito il presidente Pietro Giuliani (e proprietario di quasi l'1% dell'azionariato) su Milano Finanza. "E non è un segreto che vi siano importanti nomi della finanza, anche di casa nostra, che ultimamente hanno dichiarato di volersi ritagliare uno spazio importante nell'industria del risparmio gestito".

"Ma non essendo noi in vendita" e qui ha toccato il punto Giuliani (in foto) "cercano di crearci difficoltà mettendo il nostro titolo sotto pressione".

"Siamo convinti di poter elevare il valore del titolo a 50 euro (oggi è sotto i 14 euro, ndr), senza alcun tipo di spezzatino, perchè la forza di questa società è il suo modello integrato" ha poi aggiunto, rigettando lo studio emesso da Mediobanca secondo cui la separazionbe tra rete di consulenza, sgr nazionale e asset management internazionale porterebbe un aumento di valore di 4 euro ad azione.

E, tanto per ribadire, la posizione rispetto alla galassia Mediobanca, Giuliani ha commentato: "Un'integrazione con CheBanca! sarebbe fatta negli interessi degli azionisti... di Mediobanca. Chi comprasse oggi la totalità o una parte di Azimut pagherebbe neanche un terzo del valore reale".

"Ci aspettiamo che l'anno prossimo l'utile annuo salga dagli attuali 250 milioni a 300: una quotazione di 50 euro è ragionevole".

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