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Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi: cambia lo statuto

Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi: cambia lo statuto

Archiviati i principali salvataggi bancari, il lavoro del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd) non è finito. I vertici, ha spiegato una fonte a MF-Dowjones, sono al lavoro sulla riforma del cosiddetto Schema Volontario, quella realtà nata per attuare iniziative di sostegno a favore delle banche aderenti, nei confronti delle quali siano state adottate misure di intervento precoce o sia stato dichiarato lo stato di dissesto o di rischio di dissesto dalla Banca d'Italia.

Nel corso del 2017 il veicolo presieduto da Salvatore Maccarone e guidato da Giuseppe Boccuzzi ha contribuito alla messa in sicurezza del sistema grazie al cospicuo contributo degli istituti aderenti. L'ultimo intervento in ordine di tempo è stato quello sulle casse di Rimini, San Miniato e Cesena, finalizzato lo scorso dicembre. La partita su questo fronte è finita (col passaggio a Credit Agricole Italia delle tre casse di risparmio) ma il fondo rimane detentore di una piccola quota delle tranche mezzanine e junior della cartolarizzazione di Npl tuttora in corso: un'operazione che prosegue per conto proprio e che di fatto non vede più il coinvolgimento diretto della realtà.

Archiviato quest'ultimo intervento di messa in sicurezza in molti si sono chiesti quale sarà il futuro dello Schema volontario: la dotazione di 700 milioni è stata impiegata pressoché in toto e in cassa sono rimasti alcuni milioni. Non essendoci altri interventi all'orizzonte il Fondo non ha bisogno di nuova liquidità e non andrà a chiedere ulteriori contributi alle banche: in questa fase si preoccupa più che altro di amministrare le risorse esistenti.

Allo stato attuale, sempre secondo quanto riferito da fonti, è in corso un'articolata revisione dello statuto finalizzata ad accentuare il meccanismo della "volontarietà" di adesione allo Schema da parte delle banche. Non solo. Si starebbe studiando la strada per rendere volontaria anche la partecipazione degli istituti di credito ai singoli interventi. Un modo per mantenere viva la realtà che ha contribuito a risolvere alcune situazioni spinose del settore, ma senza obbligare le banche ad aprire di nuovo il portafogli. 

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