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Fisco, i redditi da operazioni con valute virtuali vanno in dichiarazione dei redditi (I parte)

Fisco, i redditi da operazioni con valute virtuali vanno in dichiarazione dei redditi (I parte)

a cura di  Giovanni Falsitta*, tax senior manager e Antonio Borrelli*, tax associate partner presso PwC TLS Avvocati e Commercialisti

 E’ stata chiarita, in questi giorni, la posizione dell’Agenzia delle Entrate circa il trattamento fiscale degli utili e delle perdite derivanti da cessione di valute virtuali (compresa la conversione in altra valuta) realizzati da persone fisiche non imprenditori. Ciò grazie alla risposta non pubblica fornita ad un quesito posto da un contribuente (cfr. risposta interpello 956-39/2018 resa dalla Direzione Centrale Persone Fisiche, Lavoratori Autonomi ed Enti non Commerciali). In calce il documento originale. 

La risposta al quesito, come già la Risoluzione del n. 72/E del 2016, ha formale validità solo per il caso specifico e ha ad oggetto il bitcoin. Ciononostante le soluzioni ivi adottate si dovrebbero ragionevolmente estendere a tutti i native payment token e cioè a tutti i coin che, come bitcoin, fungono da unità di valore all’interno di un sistema di pagamenti decentralizzato e privo di emittente.

Di seguito i criteri per comprendere se le operazioni effettuate dalle persone fisiche non esercenti attività d’impresa, secondo l’attuale posizione dell’Agenzia, diano luogo a redditi imponibili da indicare nelle dichiarazioni fiscali. Nella seconda parte di questo articolo saranno affrontate le modalità di determinazione degli utili o delle perdite.

Le operazioni imponibili

L’Agenzia inquadra i bitcoin quali “valuta estere” ed applica i principi generali che reggono la tassazione di tali attività finanziarie nell’ambito della disciplina dei “redditi diversi” (articolo 67, comma 1, lettera c-ter del TUIR).

Tale inquadramento rende applicabile la disciplina per cui la cessione a titolo oneroso di valute estere è fiscalmente rilevante in due fattispecie. La prima quando queste siano oggetto di operazioni cessione a termine, la seconda in caso di cessione a pronti ma solo se le “valute estere” rivengono da depositi o conti correnti ed è inoltre soddisfatta l’ulteriore condizione che, nell’anno solare, la giacenza complessiva dei depositi o conti correnti abbia superato per almeno sette giorni lavorativi continui il controvalore in euro di 51.645,69 secondo il cambio al 1° gennaio.

Di particolare rilievo la posizione secondo cui ogni tipologia di wallet utilizzata (e.g. paper, hardware, desktop, mobile, web; custodial e non), sarebbe da assimilare ad un rapporto di deposito o conto corrente.

Il calcolo della giacenza complessiva, poi, deve essere effettuato considerando, oltre alle valute “tradizionali”, anche tutti i coin detenuti per il tramite di qualunque tipologia di wallet.

In merito al tasso di cambio, la risposta dell’Agenzia ritiene utilizzabile il tasso di cambio presente sul sito su cui è avvenuto l’acquisto di valuta virtuale o, in mancanza, su quello maggiormente utilizzato dal contribuente. In assenza di un tasso di cambio “ufficiale”, il chiarimento è rilevante, sebbene non risolva tutti i casi. Invero, laddove il contribuente non si sia avvalso di operatori professionali (e.g. “exchanger”) per l’acquisto dei coin, le incertezze permangono. In tali casi sembra ragionevole ritenere si possa ricorrere alle informazioni di settore raccolte e rese disponibili da operatori internazionali (e.g. CoinMarketCap).

(Qui il link alla seconda parte dell'articolo)

 

 

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*Gli autori:

Giovanni Falsitta, Tax Senior Manager presso PwC TLS Avvocati e Commercialisti . Esperto in fiscalità nazionale ed internazionale con particolare riguardo al settore del asset management e alla tassazione degli redditi di natura finanziaria.

Antonio Borrelli, Tax Associate Partner presso PwC TLS Avvocati e Commercialisti. Esperto nella fiscalità nazionale ed internazionale di imprese di grandi dimensioni con particolare riguardo all’imposizione diretta, i prezzi di trasferimento, le operazioni straordinarie e la fiscalità degli strumenti finanziari.

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