EY: la consulenza patrimoniale verso il 30% del mercato - Citywire

Citywire - Per Investitori Professionali

Registrati gratuitamente per ricevere le nostre email con le ultime notizie, le analisi e i commenti da Citywire Italia. Per registrarsi basta un minuto.

EY: la consulenza patrimoniale verso il 30% del mercato

EY: la consulenza patrimoniale verso il 30% del mercato

I wealth manager dovranno ripensare i loro modelli di business, se vogliono rimanere in attività.

Oggi, i cinque modelli di business esistenti nel wealth management sono: banche tradizionali, consulenti indipendenti, wealth manager tradizionali, family office e boutique di consulenza.

E poi ci sono i nuovi gestori patrimoniali olistici, che secondo un nuovo studio di EY, diventeranno significativamente più importanti nei prossimi 10 anni.

EY stima che la loro quota sul mercato globale arriverà a coprire il 20% e il 30%, mentre attualmente è pari a 0.

Il modello che gradualmente farà tendenza nel wealth management è orientato alla consulenza  a 360ᵒ e vedrà una attenzione non solo agli aspetti di asset allocation ma anche a quelli relativi alla ristrutturazione aziendale e alla pianificazione della successione.

I wealth manager olistici in questo senso stanno già adottando un approccio di consulenza digitale per pianificare il patrimonio del cliente.

Secondo EY, quelli che sono più sotto pressione sono i consulenti tradizionali perché la loro attività basata sulla consulenza di prodotto non è più efficiente.

Tuttavia, solo alcune grandi banche con un'impronta globale, piattaforme scalabili e bassi costi di capitale, saranno in grado di sopravvivere al cambiamento in atto.

I consulenti indipendenti, d'altra parte, stanno già operando verso un modello di advisory non solo di prodotto, ma devono affrontare costi fissi elevati, in particolare con l'aumento dei requisiti normativi e tecnologici, afferma EY.

Analogamente, anche i family office più piccoli incontreranno probabilmente problemi di redditività.

Operatori di nicchia, come banche specializzate che offrono servizi nell'investment banking, nell’asset management e nel private banking, aggiunge EY, potranno continuare ad operare in modo diversificato nel lungo termine.

Tuttavia, anche loro dovranno adeguarsi da un punto di vista tecnologico.

"Il wealth manager che sopravviverà e prospererà sarà colui che passerà dal modello classico di relationship manager a un modello ibrido più moderno, sfruttando la tecnologia per soddisfare le esigenze dei clienti, migliorare l'efficienza e ridurre i costi", sostiene Elliott Shadforth, Asia-Pacific Wealth & Asset Management Leader di EY.

 

 

Scrivi un commento

Effettua il login o registrati per commentare. La registrazione è gratuita e richiede solo pochi minuti.