Esma punta il faro sulla valutazione di adeguatezza della consulenza digitale - Citywire

Citywire - Per Investitori Professionali

Registrati gratuitamente per ricevere le nostre email con le ultime notizie, le analisi e i commenti da Citywire Italia. Per registrarsi basta un minuto.

Esma punta il faro sulla valutazione di adeguatezza della consulenza digitale

Esma punta il faro sulla valutazione di adeguatezza della consulenza digitale

Di  Maria Teresa  Paracampo 

Maria Teresa Paracampo è docente di diritto dei mercati finanziari all'Università di Bari.

Il quadro degli interventi in tema di robo advice si è arricchito di un ulteriore tassello con la recente pubblicazione, a cura dell’ESMA, del Final Report sulle linee guida in tema di adeguatezza, talune delle quali particolarmente rilevanti per la consulenza automatizzata.

 L’ambito di applicazione delle linee guida

Il report rappresenta il risultato finale di un processo di aggiornamento delle guidelines del 2012 alle disposizioni di Mifid 2, nonché – a seguito di estensione del perimetro di applicazione – agli esiti degli studi di finanza comportamentale ed alle innovazioni tecnologiche (i.e. robo advice).

Finalità sottesa quella di favorire un approccio europeo uniforme delle pratiche di supervisione sull’uso di sistemi (semi)automatizzati per valutazione di adeguatezza, siano essi di diretta o indiretta interazione con il cliente.

Il testo delle linee guida, accogliendo talune osservazioni sollevate nel corso della consultazione, è stato modificato, circoscrivendo da un lato il novero dei requisiti informativi ed accentuando dall’altro lato quelli organizzativi e procedurali sul versante della governance degli algoritmi utilizzati nel processo di suitability.

 L’informativa ai clienti

Sul versante informativo, gli obblighi di disclosure previsti ad integrazione delle altre informazioni richieste, dovranno rispettare requisiti sia sostanziali che formali onde favorire una maggiore comprensione da parte dei clienti circa i servizi prestati tramite un robo advice.

L’impresa dovrà così informare i clienti, su supporto durevole, reso direttamente accessibile e talora integrato, se necessario, da testi interattivi o dettagli aggiuntivi per ulteriori informazioni (es. FAQ), spiegando:

- se il sistema è totalmente automatizzato o se è prevista una forma di interazione umana su cui i clienti possono fare affidamento;

- se le risposte fornite dai clienti al questionario online rappresentano l’unica fonte informativa o meno ai fini della formulazione di adeguate raccomandazioni di investimento;

- la tempistica per l’aggiornamento delle informazioni raccolte.

 La profilatura online

A causa dell’assenza o di una limitata interazione tra clienti e personale delle imprese, alcune linee guida sono considerate particolarmente rilevanti per quelle imprese che utilizzano un robo advice.

Con riguardo a tale profilo, particolare attenzione viene talora dedicata alla definizione del questionario online che dovrà essere strutturato in modo da raccogliere tutte le necessarie informazioni dei clienti in relazione alla loro conoscenza ed esperienza, situazione finanziaria, esigenze ed obiettivi di investimento.

A tal fine il questionario dovrà recare domande sufficientemente chiare, per le cui risposte, ove previsto, i clienti da un lato potranno avvalersi dell’aiuto di personale dell’impresa in modalità remota, ove previsto, dall’altro lato, in presenza di informazioni incoerenti, potrebbero essere allertati in funzione di una revisione delle risposte previamente fornite.  

Nella prospettiva poi di prevenire il rischio di overconfidence dei clienti nella compilazione del questionario, le imprese dovrebbero altresì includere domande tese a valutare l’effettiva comprensione dei clienti sulle caratteristiche e sui rischi delle differenti tipologie di strumenti finanziari.

 Focus sulla governance degli algoritmi

Con un approccio estensivo che include sia i robo advice che i robo for advice, le linee guida – in applicazione del principio di neutralità tecnologica - trovano applicazione nei confronti di tutte le imprese che offrono il servizio di consulenza in materia di investimenti e di gestione del portafoglio, a prescindere dal mezzo utilizzato per la prestazione dei medesimi.

L’obiettivo è quello di ribadire la responsabilità dell’impresa nel garantire che tutti i sistemi utilizzati ai fini della valutazione di adeguatezza – basati interamente o in parte sull’uso di algoritmi – siano robusti ed adatti alla finalità sottostante, nonché in linea con le obbligazioni e le linee guida rilevanti in tema di adeguatezza.

Le imprese saranno quindi tenute a monitorare regolarmente ed a testare gli algoritmi utilizzati in funzione dell’adeguatezza delle transazioni raccomandate o assunte per conto dei clienti, a partire dalla relativa definizione iniziale che dovrà tener conto della natura e delle caratteristiche dei prodotti inclusi nel catalogo dei prodotti offerti alla clientela. In quest’ottica le imprese dovranno:

- adottare un sistema di design che chiaramente stabilisca la finalità sottostante agli algoritmi ed ai test avviati sugli stessi, registrando ogni successiva modifica sui medesimi, revisione ed aggiornamento tali da riflettere cambiamenti rilevanti (ad es., di mercato o normativi);

- implementare policy e procedure tali da individuare ogni errore all’interno dell’algoritmo e trattarlo appropriatamente, prima che produca una raccomandazione inadeguata;

- disporre di adeguate risorse, incluse quelle umane e tecnologiche, in modo da monitorare costantemente le performance degli algoritmi attraverso una revisione adeguata e tempestiva della consulenza prestata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scrivi un commento

Effettua il login o registrati per commentare. La registrazione è gratuita e richiede solo pochi minuti.