Conway (Allianz GI): per noi bond a tasso variabile, durata corta e società B o BB non cicliche - Citywire

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Conway (Allianz GI): per noi bond a tasso variabile, durata corta e società B o BB non cicliche

Conway (Allianz GI): per noi bond a tasso variabile, durata corta e società B o BB non cicliche

“Il fixed income è un puzzle, da decifrare e rimontare ogni giorno. È il nemico da battere ma è il comparto che consente di avere una visione globale del quadro macroeconomico, delle differenti forze in campo, delle influenze industriali e politiche e di come tutto questo si combini insieme”.

Passata rapidamente in Italia per incontrare alcuni dei clienti più rilevanti, Malie Conway (in foto), la Chief Investment Officer di tutto il Global fixed income di Allianz Global Investors (responsabile quindi di 36 miliardi di dollari di masse) ha scelto Citywire per la sua unica intervista: “Curiosamente ho cominciato la mia carriera nell’equity, come assistente in Jpm Am, ma ben presto capii che quel settore mi stava stretto. Come spiego ai miei collaboratori, non credo nell’approccio puramente bottom-up molto citato nella comunicazione di diversi competitor: bisogna calibrarlo con le idee macro che si hanno, al di là delle singole aree geografiche ed asset class”.

Sguardo macro” ribadisce la manager apicale (in foto l'organigramma) basata a Londra, sorridendo di essere oggi considerata nel settore una esperta di credito, che all’interno del reddito fisso è l’elemento più “micro”.

                                                                                                            Source: Allianz GI

In una stagione non facile per l’investimento obbligazionario “il valore oggi è nell’essere difensivi. ‘Il miglior guadagno è evitare una perdita elevata’ è il nostro motto e, in quest’ottica, stiamo riducendo le duration. Certo, poi tutto dipende dal livello di tolleranza al rischio del singolo investitore”.

“Oggi non esiste un consensus degli analisti, perchè i mercati stanno attraversando quello che in statistica viene definito un punto di flessione (o di flesso, ndr), in cui le correlazioni tradizionali non funzionano” prosegue Conway nella sua spiegazione: “Con gli attuali spread di credito, ad esempio, i bond high yield dovrebbero correre e invece non succede. Così come non sembra avere effetto per i miei amati Paesi emergenti la forza del dollaro americano – solitamente negativa per queste economie – o l’apprezzarsi del petrolio – in genere positiva per molti di loro”.

                                                                                                            Source: Allianz GI

“Come dicevo inizialmente vi sono molti fattori in campo che faticano a trovare una giusta correlazione. Dall’economia americana alle politiche dei tassi, dalla situazione in Iran a quelle di Regno Unito e, nelle ultime settimane, dell’Italia. Tanti piccoli elementi che stanno contribuendo a definire un contesto che sarà evidente nei prossimi 9-12 mesi. Un bravo gestore, pur avendo una visione d’insieme, deve evitare rischi idiosincratici e selezionare in base alla bontà del singolo asset. Solo così un gestore attivo può dimostrare il suo valore aggiunto rispetto a un prodotto passivo”.

“È fondamentale avere contatti direttamente con gli operatori dei singoli Paesi, poichè se loro sono spaventati c’è da fidarsi, per prendere le misure adeguate. Non esistono più singole crisi ed è bene ricordarlo anche in ottica di fine del Quantitative Easing. Un’idea sicuramente positiva messa in campo da Mario Draghi ma che oggi non ci consente di guardare con serenità a una nuova variazione dell’inflazione. Oggi gli Stati sono sempre più indebitati, il costo del debito non può continuare a scendere”.

“Oggi” puntualizza la capa degli investimenti obbligazionari di Allianz GI “ci piacciono in particolare le obbligazioni a tasso variabile, gli strumenti a durata corta e le società non cicliche con rating B o BB”.

“Negli ultimi anni gli investitori hanno scelto soluzioni di investimento agnostiche, non concentrandosi come un tempo sulla relazione dei fondi col benchmark. Questo perchè si è reso evidente come un fondo migliore dei competitor non indichi forzatamente un ricavo negli investimenti”.

                                                                                                            Source: Allianz GI

“Sono anni complessi, in cui sotto il cappello obbligazionario si è inserito e venduto anche ciò che fixed income non era. Basti pensare alle crisi degli istituti di credito” aggiunge Conway stimolata sul tema.

“Quando si accusano strumenti come i convertibili è bene ribadire che tali veicoli non sono fixed income, come dice il loro stesso nome. Se ti vendono equity facendolo passare per bond è un problema etico e di integrità, non un tema finanziario”.

“Le crisi bancarie sono state generate da una mancanza di etica di chi proponeva tali strategie e dalla mancata conoscenza e consapevolezza di chi le acquistava”.

“Nonostante gli innegabili costi, pesanti, che sta imponendo all’industria, la Mifid2 sarà anche per questo un elemento positivo. In ambito fixed income, che mi compete, è successo spesso che in passato gli operatori inserissero nei fondi ciò che reddito fisso non era. Bisogna stare attenti, affindandosi a operatori verificati”.

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