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ConsulenTia18, Bufi (Anasf): l'evoluzione del consulente deve essere remunerata dalle reti

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ConsulenTia18, Bufi (Anasf): l'evoluzione del consulente deve essere remunerata dalle reti

“Coraggio e innovazione, esplorazione di nuovi mercati e necessità di riscoprire il capitale umano, nel mondo della globalizzazione e della precarietà, della finanza cinica e sostenibile, dei disequilibri planetari e delle eccellenze locali, dell’immigrazione incontrollata e dell’accoglienza, delle grandi ricchezze e delle nuove povertà, sono temi alti e sensibili solo apparentemente lontani dal lavoro quotidiano dei consulenti finanziari”.

Maurizio Bufi, presidente Anasf, ha scelto un registro alto per aprire ufficialmente l’edizione 2018 di  ConsulenTia, congresso romano per cf ovvero, con le sue parole “donne e uomini di relazione con le persone, le famiglie e le imprese”.

“La valorizzazione del nostro ruolo e il riconoscimento economico dell’attività svolta dai consulenti finanziari sono le principali richieste che oggi rivolgiamo alle nostre società mandanti” ha affermato Bufi, generando l’applauso della platea da duemila professionisti del risparmio gestito.

“Il supplemento di qualità della consulenza finanziaria deve essere adeguatamente remunerato” ha ribadito dal palco, rivolto a una prima fila di spettatori composta da manager di primo piano di Fideuram Ispb, Banca Mediolanum, Fineco, Allianz Bank, Banca Generali, Azimut, Finanza&Futuro, IWBank, Widiba e Bnl-Bnp Paribas.

“La razionalizzazione dell’industria non può essere solo a carico delle case di gestione, ma anche le reti devono trasformare il proprio modello, financo a nuove forme di riconfigurazione della professione di consulente” ha concluso, con una sottilineatura particolare: “Vorrei ribadire, da questo palco, che ancora non abbiamo seriamente messo mano all’investimento sui giovani professionisti di domani. La prospettiva di una professione si gioca tutta sulla sua capacità di rinnovarsi. Cerchiamo di tenerlo a mente”. 

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