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Consulenti, solo un giovane su cinque ha una pensione integrativa

Consulenti, solo un giovane su cinque ha una pensione integrativa

In Italia gli iscritti a forme di previdenza complementare sono poco meno di 7,2 milioni, anche se le posizioni aperte sono quasi 7,8 milioni, poiché alcuni hanno più posizioni.

Secondo la relazione annuale 2016 della Covip, gli aderenti effettivi alla previdenza complementare sono il 27,6%. Poco meno di un giovane su cinque (range di età tra i 5 e 34 anni) si è attivato per costruirsi una pensione integrativa, a fronte del 27% di chi ha 35-44 anni e del 34% per chi si trova nella fascia tra 45 e 64 anni.

A fine 2016, le risorse accumulate dalle forme pensionistiche complementari ammontavano a 151,3 miliardi di euro, in aumento del 7,8% rispetto all'anno precedente: esse rappresentano il 9% del Pil e il 3,6% delle attività finanziarie delle famiglie italiane.

Nel 2002, il valore della previdenza complementare italiana pesava il 2,6% sul Pil (dati Ocse).

C’è stato quindi un miglioramento a livello di protezione previdenziale ma questo sicuramente non basta anche in prospettiva di pensioni pubbliche sempre meno ricche e della crescente longevità della popolazione che mina la sostenibilità finanziaria del sistema.

A livello europeo,  la nuova Direttiva Iorp II,  che dovrà essere recepita entro il 13 gennaio 2019, ha l'obiettivo di creare un contesto normativo armonizzato per lo sviluppo del mercato europeo dei fondi pensione, pur lasciando agli Stati membri le competenze per l'organizzazione dei propri sistemi pensionistici. Inoltre, alla fine di giugno, la Commissione europea ha pubblicato una proposta di regolamento per la creazione dei nuovi prodotti previdenziali europei che affiancheranno i fondi pensione nazionali, i Pepp (Pan-European Personal Pension Products).  I prodotti pan europei permetteranno agli aderenti di continuare a fare versamenti nel medesimo prodotto previdenziale anche quando spostano domicilio o residenza in un altro Paese dell'Unione Europea, mantenendo inalterati i vantaggi, anche quelli fiscali.

Tante quindi sono le iniziative, anche a livello istituzionale, per una previdenza complementare sempre più efficace. Gli italiani stanno prendendo più consapevolezza sulle loro pensioni future. Resta ancora molto da fare sul versante dell'informazione e dell'educazione previdenziale.

 

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