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Consob sospende per 60 giorni tre cf di Banca Mediolanum, IW Bank e Credem

Le delibere della Commissione nazionale per le società e la Borsa evidenziano come, in tutti i casi, i clienti ignorino le regole sottostanti il rapporto tra investitore e consulente finanziario

La Commissione nazionale per le società e la Borsa ha sospeso, in via cautelare, per 60 giorni, il signor Francesco Paolo Parente dall'attività di consulente finanziario, con delibera n°20436.bucato

Dall'esame della documentazione trasmessa dall'intermediario Banca Mediolanum sarebbe infatti emerso il compimento di presunte condotte appropriative da parte del consulente romano nei confronti della clientela.

In particolare, da un conto corrente intestato presso Banca Mediolanum  sarebbero state eseguite dal consulente, dal maggio 2013 al giugno 2016, sia mediante modalità telematica che tramite moduli d'ordine in forma cartacea, 24 disposizioni di bonifico a suo favore.

L'intermediario, inoltre, avrebbe trasmesso un elenco di operazioni disposte tramite moduli cartacei recanti firme che sono state valutate dall'intermediario stesso apocrife.

Convocato dalla Funzione Controlli Preventivi Rete, Parente avrebbe dichiarato "di aver avuto problemi familiari legati alla separazione dalle due compagne, di occuparsi della 'gestione' del (omissis), e dal decesso dei genitori di quest'ultimo, di aver anticipato spese eccessive per l'acquisto e la ristrutturazione dell'immobile nel quale risiedono la (omissis).

Nel corso dello stesso incontro sarebbe anche emerso che il consulente avrebbe ricevuto finanziamenti da clienti per 7.000, 18.944, 20.000 e 23.000 euro.

Infine, Consob ha raccolto il reclamo di un cliente che ha dichiarato di aver eseguito il 21/07/2016, il 29/09/2016 e il 28/10/2016, per asserite finalità di investimento, tre operazioni di bonifico per l'importo complessivo di 113.000,00 euro in favore del consulente.

Il consulente lo avrebbe contattato proponendogli l'acquisto di "titoli della Mediolanum che avrebbero reso il 3% netto e con scadenza a 90 giorni. Tali titoli potevano, però, essere acquistati solo dai dipendenti e solo dal loro conto corrente". Le anzidette somme non sono mai state restituite al cliente.

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La Commissione nazionale per le società e la Borsa ha sospeso, in via cautelare, per 60 giorni, il signor Francesco Paolo Parente dall'attività di consulente finanziario, con delibera n°20436.bucato

Dall'esame della documentazione trasmessa dall'intermediario Banca Mediolanum sarebbe infatti emerso il compimento di presunte condotte appropriative da parte del consulente romano nei confronti della clientela.

In particolare, da un conto corrente intestato presso Banca Mediolanum  sarebbero state eseguite dal consulente, dal maggio 2013 al giugno 2016, sia mediante modalità telematica che tramite moduli d'ordine in forma cartacea, 24 disposizioni di bonifico a suo favore.

L'intermediario, inoltre, avrebbe trasmesso un elenco di operazioni disposte tramite moduli cartacei recanti firme che sono state valutate dall'intermediario stesso apocrife.

Convocato dalla Funzione Controlli Preventivi Rete, Parente avrebbe dichiarato "di aver avuto problemi familiari legati alla separazione dalle due compagne, di occuparsi della 'gestione' del (omissis), e dal decesso dei genitori di quest'ultimo, di aver anticipato spese eccessive per l'acquisto e la ristrutturazione dell'immobile nel quale risiedono la (omissis).

Nel corso dello stesso incontro sarebbe anche emerso che il consulente avrebbe ricevuto finanziamenti da clienti per 7.000, 18.944, 20.000 e 23.000 euro.

Infine, Consob ha raccolto il reclamo di un cliente che ha dichiarato di aver eseguito il 21/07/2016, il 29/09/2016 e il 28/10/2016, per asserite finalità di investimento, tre operazioni di bonifico per l'importo complessivo di 113.000,00 euro in favore del consulente.

Il consulente lo avrebbe contattato proponendogli l'acquisto di "titoli della Mediolanum che avrebbero reso il 3% netto e con scadenza a 90 giorni. Tali titoli potevano, però, essere acquistati solo dai dipendenti e solo dal loro conto corrente". Le anzidette somme non sono mai state restituite al cliente.

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La Commissione nazionale per le società e la Borsa ha sospeso, in via cautelare, per 60 giorni, il signor Alessandro Bucato Capozza dall'attività di consulente finanziario, con delibera n°20456.

L'intermediario IW Bank S.p.A. avrebbe segnalato il compimento di presunte condotte irregolari da parte del consulente leccese nei confronti della clientela.

Sarebbero emerse due tipologie di irregolarità, entrambe concernenti l'utilizzo di assegni circolari emessi su conti correnti intestati a clienti assegnati al signor Bucato Capozza e da questi ultimi consegnati al consulente con finalità di investimento.

Per quanto concerne la prima tipologia di irregolarità, il signor Bucato Capozza avrebbe utilizzato assegni circolari emessi su conti correnti intestati a clienti assegnati al consulente stesso per sottoscrivere quote di Oicr o effettuare versamenti aggiuntivi a titolo personale per complessivi 175.850 euro.

Dalle indagini svolte da IW Bank S.p.A. risulterebbe inoltre che successivamente, a distanza di pochi mesi, il signor Bucato Capozza avrebbe chiesto il disinvestimento di dette quote di Oicr e l'accredito del relativo controvalore su conti correnti intestati al medesimo; e che il consulente avrebbe ammesso di aver utilizzato somme dei clienti "per sopperire a esigenze personali".

Per quanto concerne invece la seconda tipologia di irregolarità, invece, il consulente avrebbe utilizzato assegni circolari emessi su conti correnti intestati a clienti a lui assegnati per sottoscrivere quote di Oicr  o effettuare versamenti aggiuntivi che ha invece immesso nel deposito titoli intestato ad altri suoi clienti per complessivi 112.500 euro.

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La Commissione nazionale per le società e la Borsa ha sospeso, in via cautelare, per 60 giorni, il signor Fabio Callegari dall'attività di consulente finanziario, con delibera n°20437.

In particolare gli si contesta l'acquisizione, anche mediante distrazione, della disponibilità di somme di pertinenza della clientela, la contraffazione della firma della clientela, il perfezionamento di operazioni non autorizzate, la  comunicazione di informazioni e produzione di rendiconti non rispondenti al vero, la simulazione di operazioni di investimento, e la ricezione e utilizzo dei codici di accesso telematico ai rapporti di pertinenza dei clienti.

La rete Credem ha comunicato di avere adottato, in data 21 aprile 2017, il provvedimento di revoca per giusta causa del mandato conferito a seguito di gravi irregolarità riscontrate nello svolgimento dell'attività di consulente finanziario milanese.

Come rappresentato da Credem, il signor Callegari sarebbe risultato "assente in via continuativa sin dal 16 maggio 2016" e, a suo carico, sarebbero emerse anomalie che hanno formato oggetto di due distinti reclami da parte di clienti.

In base a quanto dichiarato dai clienti e, a seguito dei primi riscontri di Credem, sarebbe emerso che "dal raffronto tra i versamenti effettuati, la documentazione contabile fornita agli investitori dal cf e la realtà dei fatti emergono discrepanze sostanziali e soprattutto un ammanco di circa 600.000 euro che non trova spiegazione alcuna".

In particolare esisteva un accordo tra il signor (omissis) e il signor Callegari in base al quale "qualora fosse stato conseguito un rendimento superiore al 3%, l'eccedenza sarebbe stata divisa a metà". Il cliente "ha sostenuto di aver riconosciuto" al cf "ingenti somme per gli extra-rendimenti, sia in contanti, sia mediante assegni bancari tratti senza indicazione del beneficiario, che poi" Callegari "poteva compilare a suo piacimento secondo l'esigenza".

Alla luce di quanto riscontrato, i clienti avrebbero contestato al signor Callegari di avere "occultato l'andamento oltremodo progressivamente negativo dei valori mobiliari scelti dal consulente tramite un'operatività forsennata di trading [e quindi di aver] impedito al sig. […omissis…] di decidere responsabilmente nell'ottica, quanto meno, di mitigare le minus via via accumulate".

 

 

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