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Come si sta evolvendo il mercato degli ETF white label?

Come si sta evolvendo il mercato degli ETF white label?

Poiché gli investimenti passivi continuano a crescere, quasi tutti gli asset manager stanno cominciando a riflettere sull’offerta di ETF nella propria gamma prodotti.

Sempre più asset manager propongono ETF per soddisfare un numero crescente di clienti che desiderano accedere a investimenti a basso costo.

Ma il problema che molti asset manager sembrano avere, è la spesa e la complessità del lancio di ETF, con la maggior parte delle case di gestione di fondi attivi che non hanno l'esperienza o la competenza necessaria per creare prodotti passivi.

Ciò ha creato l'opportunità per un certo numero di asset manager di emergere per soddisfare le potenziali esigenze fornendo un servizio di white label consentendo a terzi di portare sul mercato i propri ETF.

L'ex capo dei prodotti iShares, Allan Lane, ha creato una propria offerta di prodotti white label per consentire agli asset manager di lanciare servizi di portafoglio con fondi passivi.

Peter Sleep, senior portfolio manager presso Seven Investment Management, ha affermato che la vendita di Source a Invesco e l'acquisizione di Canvas da parte di Legal and General Investment Management ha portanto ad un gap nel mercato dei servizi di white labeling.

Ha aggiunto: "Queste fusioni sono nate perché è in atto un grande interesse da parte di asset manager che hanno ETF negli Stati Uniti, ma non in Europa.

È il posto dove essere ora. Il mercato degli ETF statunitensi è quattro volte più grande e forse sta iniziando a maturare, quindi c'è un maggior margine di crescita in Europa per gli asset manager".

Il mercato white label:

La prima delle nuove aziende di white label ad emergere di recente è stata la Han ETF, creata dagli ex co-chief executive di WisdomTree Europe, Hector McNeil e Nik Bienkowski.

McNeil ha detto che la sua azienda è stata creata per soddisfare la domanda degli asset manager che vogliono entrare nei mercati europei, ma attualmente non hanno le competenze.

Ha detto: "Aziende come Fidelity, Columbia Threadneedle e Goldman Sachs sono entrate nel mercato dell'ETF negli Stati Uniti negli ultimi 4-5 anni, ma non è ancora successo qui".

Su quali sono i progetti per la propria azienda, McNeil ha affermato: "Molti di questi osservarno che ci sono sempre più clienti che vogliono ETF, ma non vogliono necessariamente spendere 20-30 milioni di sterline per arrivare al mercato, assumere 20-30 analisti, quindi creare circa 30-40 prodotti.

Magari vogliono solo da tre a dieci prodotti e questo non giustifica la creazione di una gamma completa".

Parte della questione per gli asset manager che cercano di lanciare ETF è la complessità, che a quanto pare non è aiutata dalla persistente incertezza che circonda la Brexit.

Deborah Fuhr, managing partner presso ETFGI, ha detto che ci sarebbero stati più ETF rilasciati lo scorso anno "se non fosse stato per la Brexit" e messo in evidenza le incertezze intorno ai fondi domiciliati in UK.

L'Irlanda è attualmente il luogo di domicilio più popolare, grazie alle sue tariffe basse e alla registrazione più semplice.

Fuhr ha affermato: "La sfida in questo momento per le imprese è ciò che la Brexit comporta per domiciliazione, distribuzione e quale impatto sulla capacità di listare, commercializzare ETF e nel loro cross-selling".

Fuhr sostiene che il fatto che gli ETF non siano attualmente offerti su molte piattaforme rende inoltre più difficile per gli asset manager il lancio dei propri prodotti.

Tuttavia, dato che l'Europa nel suo insieme è un mercato multi-giurisdizionale e multilingue, Sleep ha sottolineato che la collaborazione con una società di white label elimina gran parte dei rischi per gli asset manager che non hanno questa competenza interna.

Ha detto: "È molto più complesso adeguarsi rispetto agli Stati Uniti in quanto ci sono diverse giurisdizioni, lingue, preferenze di quotazione in ogni paese

Le società che si occupano di white labelling si occupano sia degli aspetti legali che della vendita, e di tutta la parte burocratica".

Creare una strategia:

Fuhr è d'accordo: "Il numero di asset manager che sta riflettendo sul lancio di ETF continua a crescere. Proporre ETF è un impegno enorme e molte aziende vogliono introdurli rapidamente sul mercato, quindi collaborare con una società di white label consente loro di farlo. La capacità degli asset manager di internalizzare la creazione di ETF se hanno successo è un'altra ragione per cui le società di white label stanno suscitando interesse.”

McNeil ha dichiarato: "Dal punto di vista organizzativo, è molto costoso lanciare gli ETF e al momento ci sono dei rischi e non molta esperienza tra gli asset manager, quindi siamo in una condizione favorevole". McNeil ha aggiunto che è anche a suo agio con la concorrenza e accoglie favorevolmente il lancio di società di ETF white label.

Ha affermato: "Al momento ci sono 10 società di white label negli Stati Uniti e siamo sempre stati da cinque a otto anni dietro di loro qui. Penso che vedremo altri nuovi concorrenti e ci sentiamo a nostro agio. I clienti vogliono scegliere tra più di un fornitore. Tutto ciò migliora l'industria degli ETF.”

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