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Come i siti comparatori possono cambiare il rapporto tra il cliente e il cf

Come i siti comparatori possono cambiare  il rapporto tra il cliente  e il cf

a cura di Matteo Catenacci, avvocato presso FiveLex 

Il 27 giugno si è conclusa la consultazione del Mef per l’attuazione della disciplina di accreditamento dei siti web di confronto tra le offerte relative ai conti di pagamento, introdotta dalla direttiva 2014/92/UE (cd. Pad).

Ancorché nel contesto evolutivo attuale, i consumatori, prima di effettuare una scelta di natura finanziaria, utilizzino regolarmente siti comparatori, il loro riconoscimento come canali distributivi alternativi ha avuto un percorso caratterizzato da resistenze sia dell’industria, per i timori legati al rischio di “disintermediazione”, sia delle autorità di vigilanza, a tutela degli interessi dei consumatori.

Pertanto, il mondo dei siti comparatori in ambito bancario, assicurativo e finanziario sta conoscendo una rapida evoluzione ma con caratteristiche diverse.

Assicurazioni, siti web inclusi nella Idd

Sono state le prime ad attivarsi a livello europeo nel 2014, anche in ragione della maggiore diffusione dei comparatori.

Dopo un’iniziale resistenza, i siti, hanno recentemente trovato la loro collocazione sistematica, quale canale di distribuzione di prodotti assicurativi, nella Idd che ha esteso il proprio ambito di applicazione ad una categoria i soggetti non espressamente ricompresi tra i destinatari della precedente normativa. In questa categoria si collocano tutti i soggetti che a vario titolo concorrono alla vendita di prodotti assicurativi e, quindi, non solo le imprese di assicurazione e gli intermediari assicurativi, ma anche altri attori del mercato, quali ad esempio, agenzie di viaggio ed autonoleggi, soggetti che svolgono attività di distribuzione in via accessoria nonché, appunto, soggetti che gestiscono siti web di comparazione, a condizione però che questi “consentano di stipulare direttamente o indirettamente un contratto di assicurazione” e non si limitino a confrontare informazioni e prodotti.

Banche, siti web con  sole funzioni di comparazione

In ambito bancario, la Pad considera i siti web di confronto indipendenti un mezzo efficace per consentire ai consumatori di valutare in un unico spazio i pro e i contro delle diverse offerte, creando equilibrio tra l’esigenza di informazioni chiare e concise e l’esigenza di informazioni complete ed esaurienti.

Secondo la normativa europea, per ottenere informazioni imparziali sulle spese addebitate e sui tassi di interesse applicati in relazione ai conti di pagamento, i consumatori dovrebbero poter utilizzare gratuitamente almeno un sito web di confronto pubblicamente accessibile che sia indipendente dai prestatori di servizi di pagamento, gestito da autorità competenti, o per loro conto, da altre autorità pubbliche e/o da operatori privati.

In tale contesto, la normativa italiana prevede che i prestatori di servizi di pagamento, che offrono conti di pagamento ai consumatori, partecipino a uno o più siti web di confronto costituiti anche per il tramite delle associazioni di categoria degli intermediari o da associazioni di consumatori ed accreditati, caratterizzati da requisiti di “gratuità”, “imparzialità”, “indipendenza”, “chiarezza”, “comprensibilità”, “correttezza”, “attualità”, “ampiezza di contenuto”, “affidabilità” e “trasparenza”.

La peculiarità dei siti web di confronto in ambito bancario è che questi assolvono esclusivamente a funzioni di comparazione, senza permettere la sottoscrizione dei prodotti oggetto di raffronto o avere altri contenuti di natura promozionale/commerciale; pertanto, diversamente rispetto al settore assicurativo, l'utilizzo dei medesimi  non presuppone lo svolgimento di attività riservate di mediazione creditizia.

Poche regole nel settore finanziario  

In detto ambito  non si rinvengono, invece, al momento normative analoghe, nonostante il fenomeno sia stato indirettamente trattato nel corso delle indagini condotte nel 2015 e 2016, a livello europeo, sulla “automation in financial advice”, ivi incluse le attività di comparazione di costi, caratteristiche e benefici dei prodotti bancari, assicurativi e finanziari svolte tramite siti internet o tool informatici che, attraverso algoritmi, limitano o sostituiscono del tutto l’intervento umano nella prestazione del servizio di consulenza.

L'autore dell'articolo è Managing Associate in FIVELEX Studio Legale, si occupa principalmente di consulenza stragiudiziale su tematiche connesse al diritto bancario e finanziario.

 

 

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