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Citywire Top 3 – Emerging market bond, i gestori più affidabili a tre anni

DISCOVERY: Il ritorno degli emergenti, dove la valuta fa la differenza. Ecco i gestori con le performance più equilibrate.

Il ritorno degli emergenti, dove la valuta fa la differenza

I settori legati al debito emergente hanno guadagnato momentum e hanno ricominciato ad attrarre capitali. Nell’attuale contesto caratterizzato da bassi rendimenti, gli investitori si sono rivolti ai mercati emergenti laddove questi strumenti di debito permettono ancora di ottenere rendimenti positivi.

Nel 2015, nei tre mesi fino alla fine di agosto, il settore delle obbligazioni emergenti in valuta forte non era al centro delle preferenze degli investitori, registrando deflussi di capitali pari a 1,26 miliardi di euro nel periodo. A un anno di distanza, nello stesso periodo di riferimento il settore è nella top 3 dei segmenti che hanno attratto più capitali, raccogliendo asset per un valore netto stimato di 7,62 miliardi di euro fino alla fine di agosto.

Gli investitori si stanno riversando nella direzione delle obbligazioni societarie in valuta forte dei mercati emergenti, ma vale la pena anche rivolgere la propria attenzione nei confronti di quelle in valuta locale. Può essere fonte di disaccordo ritenere quest’ultima opzione più valida in un contesto di mercato come quello attuale, perché si tratta di strumenti d’investimento legati a doppio filo al regime fiscale locale e alle scelte di policy, tanto a livello macroeconomico quanto monetario. Tuttavia, le obbligazioni degli emergenti in valuta locale possono fornire agli investitori una forma di protezione in attesa della revisione al rialzo dei tassi d’interesse da parte della Fed.

Un gestore da mettere in risalto è Jean-Jacques Durand di Edmond de Rotschild, che, pur non figurando nella top 3 dei gestori che hanno raccolto più asset, ha comunque una performance di altissimo livello. Il fund manager occupa il primo posto rispetto a tutti gli altri gestori attivi nel peer-group italiano in termini di performance aggiustata al rischio a tre anni, e ha battuto il benchmark di riferimento anche guardando alla performance a tre mesi, orizzonte temporale che lo vede posizionato all’interno del primo decile. Sebbene dunque non abbia raccolto in termini di asset tanto quanto gli altri gestori citati, ha numeri tali da giustificare ulteriori approfondimenti riguardo al suo fondo.

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Simon Lue-Fong

Pictet

Simon Lue-Fong, gestore del fondo Pictet-Global Emerging Debt dal dicembre del 2015, ha un orientamento positivo nei confronti dell’Argentina che, alla fine dello scorso giugno, pesava per il 5,3% nel suo portafoglio. Il fondo investe principalmente in debito in valuta forte, ma può inserire in portafoglio fino al 30% in debito denominato in valuta locale.

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Yerlan Sydykov

Pioneer Investments

Yerlan Syzdykov ha raccolto nel suo fondo Pioneer Funds Emerging Markets Bond, da lui gestito dal 2013, 0,67 miliardi di euro nei tre mesi fino alla fine di agosto. La principale esposizione di credito viene dagli Stati Uniti, che contano per il 9,9%. Seguono Argentina e Turchia, entrambe con un peso pari al 5,8% del portafoglio.

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Sergio Trigo Paz

BlackRock

Sergio Trigo Paz gestisce il fondo BGF Emerging Markets Bond che occupa il 6,8% della quota di mercato nel settore obbligazionario dei mercati emergenti in valuta forte. Alla fine di agosto le principali esposizioni su base geografica erano Messico e Russia; al contrario, posizioni di sottopeso riguardavano Libano e Ucraina rispetto all’indice JPM EMBI Global Diversified.

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