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Citywire Ratings, le matricole di aprile. Al top l’high yield europeo

Citywire Ratings, le matricole di aprile. Al top l’high yield europeo

Continuano le rassegne dei Citywire Ratings per il mese di aprile 2017. In quella di oggi vi presentiamo i gestori che hanno ottenuto il primo rating della loro carriera grazie alle performance dei loro fondi, con uno sguardo a strategie e allocazioni sulla base degli ultimi factsheet ufficiali resi disponibili dalle società di asset management.

Per ottenere un rating Citywire, il fund manager deve avere un track record di almeno 36 mesi. Il track record viene calcolato utilizzando una metodologia approvata dalla AKG, una società attuariale indipendente, e il rating viene aggiornato mensilmente.

Il terzetto è identificato sulla base del Citywire Manager Ratio, l’indicatore proprietario di Citywire che rispecchia la sovraperformance in termini di rendimento corretto per il rischio conseguita dal gestore rispetto all’indice di riferimento dei suoi fondi.

3. Nolan Hoffmeyer

Rating: A

Fondo: Pictet Digital

Settore: Equities - Technology, Media & Telecoms

Rendimento a tre anni (31/03/2014 - 31/03/2017): 75,1%

Citywire Manager Ratio: 0,225619

Nolan Hoffmeyer è entrato a far parte di Pictet Asset Management nel 2012 e ricopre la posizione di Investment Manager nel team Thematic Equities. Cogestisce il fondo assieme a Sylvie Sejournet (che attualmente ha un rating A, avendo ottenuto il primo rating a luglio 2015). Sejournet ricopre la posizione di Senior Investment Manager nel team Thematic Equities, nell'ambito del quale ha lanciato nel 2008 il Comparto Digital Communication, oggi Pictet Digital.

Il comparto da 1,3 miliardi di euro (al 19 aprile, in sensibile aumento da 1,09 miliardi di fine febbraio) punta a sfruttare il potenziale di espansione dell’economia digitale investendo almeno due terzi del patrimonio in azioni di società che si avvalgono della tecnologia per offrire servizi interattivi e/o prodotti associati a servizi interattivi nel settore delle comunicazioni. È un portafoglio relativamente concentrato, al momento investito in 53 titoli.

L'universo di investimento non è limitato a un'area geografica specifica. Tra i maggiori mercati si segnalano gli Stati Uniti d'America (58,9%) la Cina (17,1%), la Corea Del Sud (6,1%) e il Giappone (5,4%). La ripartizione settoriale è prevalentemente in Pubblicità online (31,1%) Operatori di Rete (17,7%) e Commercio Elettronico (13,2%). Le posizioni principali sono tutti nomi noti come Alphabet (4,4%) Apple (4,2%) Amazon (4,0%) Alibaba (3,7%) e Tencent (3,7%).

 2. Akihiko Murai

Rating: A

Fondo: Fidelity Funds - Asia Pacific Property

Settore: Property - Asian Equity

Rendimento a tre anni (31/03/2014 - 31/03/2017): 45,1%

Rendimento medio di categoria: 36%

Citywire Manager Ratio: 0,232948

Il fondo è stato lanciato nel 2007 e Akihiko Murai lo gestisce dal 2014. Si tratta di un comparto ridotto, con un patrimonio pari a 12 milioni di dollari di cui almeno il 70% investito in azioni di società operanti principalmente nel settore immobiliare nella regione Asia-Pacifico (comprese Australia, Giappone e Nuova Zelanda) e in altri investimenti di natura immobiliare nella stessa regione, con un focus sul segmento degli edifici adibiti a vendite al dettaglio (23%) e uffici (21,3%).

Per la costruzione del portafoglio, Murai segue un approccio di investimento di tipo bottom-up e top-down. Da un punto di vista bottom-up, il gestore osserva il valore dell'attivo, la crescita degli utili e la qualità degli attivi, oltre al track record del management e i livelli di indebitamento di una società. Murai prende in esame anche input di tipo top-down al fine di individuare specifiche tendenze cicliche in seno ai mercati immobiliari. Viene presa in considerazione una serie di indicatori macroeconomici principali, tra cui le occupazioni di natura commerciale (uffici) e residenziale, i tassi d'interesse e l'orientamento al prestito delle banche.

Le partecipazioni del comparto sono 61. L’esposizione geografica predilige il Giappone (33,4%, in leggero sottopeso rispetto all’indice in cui pesa per il 33,9%) e l’area Asia-Pacifico: Hong Kong (29% vs 27,6% del benchmark), Australia (16,5% vs 16,6%) e Singapore (13,1% vs 13,9%).

Le tre principali partecipazioni del fondo sono tutte basate a Hong Kong: Wharf Holdings (uso diversificato, 7,7% vs 4,3%), Hong Kong Land (uso uffici, 4,9% vs 3%) e Link Real Estate Invest (settore abitazioni residenziali, 4,9% vs 2,6%).

1. Marina Cohen

Rating: AA

Fondo: Amundi Funds Bond Euro High Yield

Settore: Bonds - Euro High Yield

Rendimento a tre anni (31/03/2016 - 31/03/2017): 12,2%

Rendimento medio di categoria: 10,8%

Citywire Manager Ratio: 0,533212

Il fondo Bond Euro High Yield di Amundi gestito da Marina Cohen è stato lanciato nel giugno 2001 e a oggi conta attivi netti in gestione per 1,12 miliardi di euro (dati al 19 aprile 2017). Cohen investe almeno due terzi del patrimonio in obbligazioni emesse in euro che pagano un tasso d’interesse elevato ma presentano un rischio di insolvenza piuttosto alto (obbligazioni ad alto rendimento, o “high yield”). L'indice ML European Curr H YLD BB-B Rated Constrained Hed rappresenta l'indicatore di riferimento del comparto.

A marzo il fondo ha registrato una performance pari a -0,02% contro il +0,06% dell'indice di riferimento. Il risultato è parzialmente riconducibile alle dinamiche dei flussi di capitali, che verso i fondi HY europei sono stati negativi con un -2,5% di attività nel mese (fonte JP Morgan). I riscatti sono stati importanti in tutto il primo trimestre del 2017, con uscite per 19,5 miliardi.

Ciononostante, il mercato primario dell’high yield europeo è stato molto attivo a marzo, con 13,1 miliardi di euro di emissioni – motivate in gran parte dai rifinanziamenti e incentrate su emittenti BB, che contano per il 65% del totale – che hanno portato il volume a 25,9 miliardi per il trimestre (terzo trimestre più attivo di sempre; fonte JP Morgan).

“In marzo abbiamo partecipato in particolare alle emissioni Loxam, HP Pelzer, Aramark, Spie, Paprec, Nokia, Nemak e Play”, spiega Cohen. “Benché a questo stadio le valorizzazioni limitino il potenziale di utili di capitale, i fondamentali delle imprese e il contesto economico e monetario restano portanti per questa classe di attivi. In un ambiente di rendimenti deboli, il carry dello high yield europeo (+2,94%) ci appare ancora attraente e manteniamo la nostra visione costruttiva”.

Gli altri gestori che hanno ottenuto il loro primo rating Citywire nel mese di aprile sono:

David Ross (rating A) – La Financière de l'Echiquier

Gilles Lequeux (rating Plus) – Degroof Petercam

Marco Casartelli (rating Plus) – Patrimony 1873 SA

Kevin O’Hare (rating Plus) – Lazard Asset Management

Ryan Staszewski (rating Plus) – Columbia Threadneedle Investments

Denise Shelden (rating Plus) – Nordea

Peter Gillespie (rating Plus) – Lazard Asset Management

Richard Peck (rating Plus) – Wells Fargo

Jon Lin (rating Plus) – Alliance Bernstein

Robert Waldner (rating Plus) – Invesco

Andrew Norelli (rating Plus) – JP Morgan Asset Management

Ulle Adamson (rating Plus) – T Rowe Price

Derrick Irwin (rating Plus) – Wells Fargo

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