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Citywire Ratings, chi sono i gestori tripla A di giugno

Citywire Ratings, chi sono i gestori tripla A di giugno

I mercati asiatici continuano a dare impulso alle performance dei migliori gestori di fondi globali seguiti da Citywire. Già ad aprile l’azionario asiatico era stato uno dei driver dei rendimenti, e l’outlook per l’asset class dovrebbe restare interessante. Con il dragone a continuare a fare da locomotiva grazie alle aspettative di ripresa dell’economia cinese, viste dagli operatori come il secondo driver di crescita globale insieme al rinnovato ciclo degli investimenti negli Stati Uniti.

“Pechino ha implementato riforme dal lato dell’offerta politicamente difficili, mentre la spesa per infrastrutture ha dato una spinta verso l’alto ai prezzi delle materie prime”, sottolinea Christopher Chu, gestore Asian equities di Union Bancaire Privée – UBP. Secondo cui ancora più significativa è la ripresa dell’attività interna, che ha rasserenato gli investitori del fatto che i dati economici stanno transitando dalla quantità alla qualità. “Il declino del surplus commerciale cinese rispetto ai mercati regionali suggerisce che una maggior quantità di beni importati sono stati utilizzati per il consumo finale piuttosto che per essere poi riesportati”, afferma.

E una crescita di miglior qualità è importante per l’Asia se i dati economici degli Stati Uniti dovessero iniziare a deludere. L’aumento dei collegamenti intraregionali e del commercio multilaterale fanno da fondamento per le politiche economiche, specialmente dal momento in cui le economie asiatiche sono diventate sempre più allineate alla domanda dei mercati emergenti.

Il terzo fund manager della rassegna gestisce invece un fondo azionario europeo. Le prospettive dell’asset class continuano a essere positive, con un outlook basato su tre fattori: in primo luogo i miglioramenti macro nei mercati del Vecchio Continente, a indicare che gli utili per azione dovrebbero essere in linea, o superiori, alle attese. In secondo luogo, il quadro politico si è stabilizzato successivamente alle elezioni francesi e olandesi, e con i risultati delle elezioni regionali in Germania, in cui si è rafforzata la cancelliera Merkel. Infine, gli investitori si stanno concentrando sui fondamentali, creando un contesto favorevole per gli stock picker e indicando che l’azionario europeo dovrebbe continuare a sovraperformare.

3. Paul Griffin

Fondo: Schroder ISF European Special Situations A Acc

Settore: Azionario Europeo

ISIN: LU0246035637

Rendimento a tre anni (EUR) (31/05/2014 - 31/05/2017): 39,5%

Rendimento medio di categoria nello stesso periodo (EUR): 21%

Paul Griffin gestisce il fondo azionario europeo Schroder ISF European Special Situations da 823,6 milioni di euro, lanciato nel marzo 2006, assieme a Leon Howard-Spink (rating AAA). L’indice contro cui misura le performance è l’MSCI Europe Net Return. Da inizio anno, il fondo lo batte per rendimento totale (13,9% vs 9,4%).

Il fondo investe in società per le quali il gestore ritiene che l'attuale prezzo azionario non rifletta le prospettive future. “Siamo particolarmente attratti da società leader di settore”, spiegano i gestori, “dagli operatori in mercati in cui concorrenza e accesso sono limitati nonché da quelle aziende i cui rendimenti non sono direttamente correlati ai cicli economici.

Il fondo è mediamente concentrato, con 41 partecipazioni. Le tre maggiori esposizioni corrispondono ai principali sovrappesi rispetto all’indice e sono in Lonza Group (salute) 6,1%; Sage Group (informatica) 4,7%; Orpea (salute) 4,5%. Le posizioni maggiormente sottopesate sono in Royal Dutch Shell -2,5%; Novartis -2,1%; HSBC Holdings -1,9%; Unilever -1,9% e British American Tobacco -1,5%.

A livello geografico i principali Paesi rispetto al benchmark sono Svizzera (22,6% vs 13,9%) Germania (20,5% vs 14,8%) e Regno Unito su cui è sottopeso (19% vs 27,7%). Mentre a livello settoriale i principali impieghi sono: informatica (21,5% vs 4,5%) salute (21,4% vs 13,2%) e industriali (16,9% vs 13,3%).

2. Eric Moffett

Fondo: T Rowe Asian Opportunities Equity A USD

Settore: Azionario Asia Pacifico escluso Giappone

ISIN: LU1044871579

Rendimento a tre anni (EUR) (31/05/2014 - 31/05/2017): 52,4%

Rendimento medio di categoria nello stesso periodo (EUR): 35,1%

Le performance del fondo T Rowe Asian Opportunities Equity, lanciato nel maggio 2014 e gestito da Eric Moffett, sono valutate rispetto all’indice MSCI All Country Asia ex Japan Index (unhedged). Da inizio anno il fondo ha un rendumento del 24,6% (22,7% per l’indice).

“Continuiamo a ritenere l'Asia come un mercato di aziende di alta qualità affidabili nella generazione di profitti e nel sostenere nel tempo forti flussi di cassa”, siega Moffett. “In particolare i profitti delle imprese sono al rialzo nella regione grazie all’accelerazione dell'urbanizzazione, alla crescita della ricchezza media e al miglioramento degli standard di vita, trend che ci appaiono sostenibili. Inoltre le valutazioni sono attraenti rispetto a quelle dell’azionario globale”. 

Tra i migliori performer di maggio Moffett segnala Taiwan Semiconductor. “Ci aspettiamo che l'azienda tragga vantaggio dai crescenti impieghi della sua tecnologia negli ambiti dell’intelligenza artificiale, dell’internet delle cose e nel settore automotive”. 

A livello geografico i principali Paesi rispetto al benchmark sono la Cina (30,7% vs 31,8%), la Corea del sud (19,6% vs 18%, e la maggiore partecipazione del fondo è Samsung al 5,8%) e Taiwan (11% vs 14%). A livello settoriale invece prevalgono l’informatica (34% vs 29,3%), i beni di consumo primario (14,6% vs 4,7%) e quelli di consumo discrezionale (12,7% vs 9,8%).

1. Anthony Srom

Fondo: Fidelity Funds - Asian Aggressive A-ACC-EUR

Settore: Azionario Asia Pacifico escluso Giappone

ISIN: LU0345361124

Rendimento a tre anni (EUR) (31/05/2014 - 31/05/2017): 55,9%

Rendimento medio di categoria nello stesso periodo (EUR): 35,1%

Anthony Srom gestisce il fondo Fidelity Asian Aggressive, con asset per 91 milioni di euro, sin dal lancio nel febbraio 2008. Le performance sono misurate contro quelle del benchmark MSCI Ac Asia Pacific Ex Japan (12,6% vs 10,3% da inizio anno).

Srom si definisce “un investitore paziente con un periodo medio di detenzione degli investimenti superiore a due anni”. Il gestore contiene il rischio costruendo un portafoglio diversificato, dove le correlazioni tra i titoli rivestono un ruolo significativo nella definizione del portafoglio. Il suo approccio si caratterizza per neutralità di stile, ma le nuove posizioni in portafoglio possono evidenziare un orientamento value/contrarian.

Il portafoglio è concentrato in 33 titoli. Le principali posizioni sono in Taiwan Semiconductor (8,2%), Aia Group (7,5%) e HDFC Bank (6,6%). A livello geografico i principali Paesi sono Cina (22%), Hong Kong (16,8%) e India (13%). Infine, a livello settoriale il gestore predilige le società finanziarie (seppur in sottopeso rispetto all’indice: 17,7% vs 26,9%) i generi di largo consumo non ciclici (15,5% vs 5,3%) e i beni di consumo ciclici (10,5% vs 8,5%). 

Srom non investe a tutti i costi: il 10,6% del fondo è tenuto liquido (cash).

 

In chiusura, segnaliamo gli altri gestori che nel mese di giugno hanno guadagnato la loro prima tripla A:

Sylvie Sejournet e Nolan Hoffmeyer (Pictet) – Fondo: Pictet-Digital-P USD

Mark Denham (Carmignac) – Fondi: Carmignac Euro-Entrepreneurs A EUR acc e Carmignac Pfl Grande Europe A EUR acc 

Daniel Häuselmann (GAM) – Fondo: Julius Baer EF Swiss-CHF B

Nota: Per ottenere un rating Citywire, il gestore deve avere un track record di almeno 36 mesi. In questo caso, i rating di giugno 2017 afferiscono ai rendimenti calcolati nel periodo compreso tra il 31 maggio 2014- 2017. Il track record viene calcolato utilizzando una metodologia approvata dalla AKG, una società attuariale indipendente, e il rating viene aggiornato mensilmente.

Il gestori sono ordinati sulla base del Citywire Manager Ratio, l’indicatore proprietario di Citywire che rispecchia la sovraperformance in termini di rendimento corretto per il rischio conseguita dal gestore rispetto all’indice di riferimento dei suoi fondi.

Le informazioni contenute in questa tabella sono state prodotte da Citywire Financial Publishers Ltd tramite dati forniti da Lipper, società appartenente al gruppo Reuters. Le performance sono calcolate nel periodo compreso tra il 30 aprile 2014-2017, e i dati sulla composizione del portafoglio sono estrapolati dai factsheet dei fondi disponibili al 31 maggio 2017.

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Gestori

Daniel Häuselmann
Daniel Häuselmann
2/13 di Svizzera (Performance su un periodo di 3 anni) Ritorno medio: 35,56%
Mark Denham
Mark Denham
22/86 di Europa società medie e piccole (Performance su un periodo di 3 mesi) Ritorno medio: -1,14%
Nolan Hoffmeyer
Nolan Hoffmeyer
2/3 di Tecnologici, media e telecomunicazioni (Performance su un periodo di 3 anni) Ritorno medio: 61,63%
Sylvie Sejournet
Sylvie Sejournet
1/3 di Tecnologici, media e telecomunicazioni (Performance su un periodo di 3 anni) Ritorno medio: 61,63%
Paul Griffin
Paul Griffin
9/180 di Europa (Performance su un periodo di 3 anni) Ritorno medio: 38,47%
Eric Moffett
Eric Moffett
17/89 di Asia Pacifico escluso Giappone (Performance su un periodo di 3 anni) Ritorno medio: 36,42%
Anthony Srom
Anthony Srom
11/89 di Asia Pacifico escluso Giappone (Performance su un periodo di 3 anni) Ritorno medio: 41,25%
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