In occasione del Citywire Next Generation 2017, tenutosi a Londra il 22 giugno, giovani consulenti finanziari e wealth manager si sono incontrati per discutere delle sfide e dei cambiamenti che dovranno affrontare nei prossimi anni.

La formazione e lo sviluppo di soft skills sembrano essere la priorità sia per i giovani consulenti che per i professionisti con una maggiore esperienza.

Nel sondaggio condotto durante l’evento, abbiamo chiesto ai 40 delegati, quali sono le aree professionali in cui è necessario un maggior supporto. Ben il 48% ritiene prioritario il miglioramento delle soft skills ovvero empatia, capacità decisionale, team building, mentre secondo il 35% dei presenti, sono necessari più fondi per avere ulteriori qualifiche professionali.

La stessa domanda è stata condotta anche a consulenti senior e wealth manager: due terzi degli intervistati sono concordi nel considerare prioritario per i giovani professionisti, un miglioramento delle soft skills.

Il talento delle nuove generazioni è soprattutto nel campo tecnologico: il 44% dei delegati ritiene che le prossime generazioni porteranno migliori efficienze di processo grazie alle conoscenze tecnologiche mentre per il 18%, le loro capacità in marketing digitale e social media risultano decisive per uno sviluppo ulteriore del business.

Della stessa opinione anche i wealth manager: il 39% dei professionisti ritiene che l’apporto dei giovani con le loro consoscenze tecnologiche sarà un fattore chiave nei prossimi anni.

La giovane età non sembra essere un fattore limitante per essere un buon consulente finanziario.

Il 51% degli intervistati ritiene che l’età sia totalmente irrilevante: oltre un terzo ritiene che è sufficiente avere almeno 25 anni e oltre per poter esercitare il ruolo di consulente.

Un risultato simile è riscontrabile anche tra i wealth manager: per il 42% di loro l’eta è solo un numero.