I Piani individuali, vero prodotto finanziario simbolo (e di moda) del 2017, hanno scatenato il dibattito all’interno della community di lettori italiani di Citywire.

In seguito al Mediolanum Business Forum 2017 tutto concentrato sui Pir e alla pubblicazione della lista dei 35 Piani ad oggi lanciati sul mercato, sono iniziate le critiche verso questa tipologia di prodotto.

È soprattutto il beneficio fiscale, vero volano commerciale della novità 2017, a essere messo in discussione, poichè “l’avidità dei gestori potrebbe azzerare” la defiscalizzazione, secondo il consulente Giovanni Farese, e “non vi è nessuna certezza in termini di performance e rendimento nei pir. Se non guadagnano il beneficio fiscale sulle perdite è inutile”, come sottolinea la collega aretina Loredana Nencetti.

Anche Tito Rainis (in foto), ex presidente dell’Associazione nazionale Procuratori di Borsa, ha scelto di intervenire su Citywire.it: “Il Governo con questo strumento vuole far gestire ai risparmiatori quello che invece dovrebbe fare in modo diretto”.

“La politica economica del Governo non deve essere demandata a strumenti che possano creare in modo indiretto o e con tempi medio lunghi dei benefici per le PMI, ma deve dare incentivi fiscali immediati a chi risparmia, senza illusioni di sorta” scrive Rainis e approfondisce: “Una diminuzione del capital gain e della Tobin Tax sulle operazioni finanziarie, sarebbe in incentivo per chi investe e renderebbe più efficiente il mercato. Siamo in un momento di grande crisi, le operazioni per l’emergenza devono avere risultati immediati e la leva fiscale è quella giusta. Non si aumenta il Pil con pochi spiccioli, oltretutto con benefici rinviati nel tempo”.

“Sull’immediato chi avrà un beneficio sostanzioso, sarà chi produce un Pir e chi lo distribuisce”, puntualizza l’esperto di listini “Come ha detto Massimo Doris ‘In Italia il sistema è banco centrico, il denaro e i finanziamenti arrivano soprattutto dalle banche’: questo è il problema e quindi si tende sempre a difendere il sistema, nonostante che in questi ultimi anni ne siano successe di tutti i colori”.

Il consulente Roberto Anselmini sottolinea anche come debbano essere letti con attenzione i rialzi degli indici mid e small cap del Mta, Aim Italia e soprattutto Star, che avevamo ricordato essere da inizio anno il miglior indice mondiale per crescita: “Dovremmo supporre che il ‘fatturato’ semplificare di queste aziende stia andando a gonfie vele e quindi che la stragrande maggioranza dell’economia italiana delle piccole e medie aziende stia andando a gonfie vele. Come ben sappiamo la realtà è ben diversa” evidenzia Anselmini “Il prezzo delle azioni sta salendo solo perché le reti le stanno vendendo a man bassa (grazie ai lauti compensi!) e i gestori non possono far altro che acquistarle. Conseguenza: i prezzi salgono”.