Ciganer (AAA, T. Rowe Price): Il Giappone è ritornato, con le riforme. È tempo di azionario all-cap - Citywire

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Ciganer (AAA, T. Rowe Price): Il Giappone è ritornato, con le riforme. È tempo di azionario all-cap

Ciganer (AAA, T. Rowe Price): Il Giappone è ritornato, con le riforme. È tempo di azionario all-cap

Gli analisti di Citywire hanno assegnato questo mese la AAA, la massima valutazione per performance aggiustata per il rischio (ecco la metodologia), a soli 99 gestori degli oltre 3700 responsabili di fondi di investimento acquistabili in Italia.

Di quest'élite è entrato a far parte a giugno Archibald Ciganer (in foto) di T.Rowe Price, fund manager del fondo T. Rowe Price Japanese Equity, e per questo lo abbiamo intervistato.

Perchè ha scelto per la sua carriera l'azionario e perchè il Giappone?

Ho avuto la prima opportunità di lavoro in Giappone quanto lavoravo per Bnp Paribas a Parigi, come investment banker. Sono sempre stato affascinato da quel Paese e dalla sua cultura. Lavorando a Tokyo per Bnp ho imparato a parlare e scrivere in giapponese e mi sono interessato sempre più di investimenti azionari, passando dal lato vendite a quello acquisti. Diventando un investitore.

Qual è la principale differenza tecnica tra il suo fondo e i competitor?

La qualità della nostra struttura di ricerca, tra le più sofisticate nell'industria. Dal 1982 abbiamo uffici a Tokyo; dal 1992 gestiamo portafogli dedicati al Giappone e abbiamo un team di analisti poliglotti basati a Tokyo, Londra e Singapore che supporta la strategie focalizzata sull'azionario nipponico. 

Come funziona il vostro processo di investimento? Dall'universo analizzato alle scelte di portafoglio

Abbiamo un processo basato sulla convinzione, all-cap e bottom-up. Cerchiamo società in grado di far crescere in maniera costante fatturato, utili e flussi di cassa durante tutto il ciclo economico. Io, come gestore, intervengo nella fase di creazione delle idee e di rifinitura, pur rimanendo l’unico responsabile della costruzione del portafoglio. Non siamo esposti ad alcuna società che non abbia fondamentali solidi a livello di titolo e di industria.

Quante posizioni avete in portafoglio? In che percentuale? Vi ponete limiti?

A inizio giugno il fondo investiva in 81 società, con posizioni minime dello 0,4% e un discostamente massimo dal benchmark del 4%. Il nostro obiettivo è detenere tra i 60 e i 100 titoli, di cui un terzo small cap.

Quali sono le prime tre posizioni? E quali sono stati i principali cambiamenti negli ultimi due anni?

Nel periodo indicato, le nostre tre principali posizioni sono Nippon Telegraph & Telephone (3,1%), Softbank (3,0%) e Keyence (2,8%). Non abbiamo apportato cambiamenti significativi: il turnover è basso, abbiamo un orizzonte di investimento di lungo periodo. Siamo stabili anche riguardo ai settori: preferiamo il settore domestico dei servizi e i macchinari. Banche e large cap automobilistiche ci sembrano critiche dal punto di vista strutturale.

Quali sono le notizie che non ci arrivano da Giappone che dobbiamo conoscere?

Bisogna monitorare i progressi in termini di riforme e di corporate governance. Il management delle società giapponesi interagisce con gli investitori (seppur soltanto in giapponese) in maniera più approfondita che in passato e ha iniziato a restituire gli eccessi di capitale agli azionisti. Così come stanno diffondendosi le figure indipendenti all'interno dei board. La forte leadership del primo ministro Abe si è rivelata importante.

 

Cosa è imprescindibile gestendo un fondo giapponese come il suo?

Torno al tema della ricerca: è fondamentale la conoscenza delle società. Considerata la scarsità di informazioni lato vendita che caratterizza il Giappone man mano che la capitalizzazione delle società diminuisce, anche un approccio all cap è un vantaggio chiave, dato che a livello internazionale la comprensione delle opportunità presenti al di fuori dei principali contributori dell’indice è limitata.

Quale argomento dovrebbe usare un consulente per convincere un cliente a investire oggi nel Giappone? E magari nel suo fondo?

Il Giappone riveste un ruolo importante all’interno degli indici globali, come ad esempio l’MSCI World (di cui rappresenta circa il 9%), ma fino all’anno scorso è stato messo in secondo piano a causa della secolare stagnazione dell’economia nipponica e quindi spesso sottopesato.

Ora è tornato alla ribalta. Ed è tempo di scoprire storie di successo al di fuori dei classici nomi: Il Japanese Equity è infatti un fondo All-Cap con, ad oggi, un quarto del portafoglio investito in società con capitalizzazione inferiore ai 3 miliardi di dollari.

Perchè pensa sia uno strumento adatto per l'Italia?

Il cliente italiano è sempre più informato e sempre più propenso al rischio rispetto al passato. In un momento in cui i rendimenti obbligazionari sono sempre più bassi, è necessario avere diversificazione geografica e prospettive di un rendimento allettanti in un’ottica di lungo periodo.

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Archibald Ciganer
Archibald Ciganer
6/66 di Giappone (Performance su un periodo di 3 anni) Ritorno medio: 41,57%