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Chi cerca trova – Tanti immobili, poco cash

Chi cerca trova – Tanti immobili, poco cash

Gli “over 65” sono il 20 percento degli italiani, e controllano il 73% della ricchezza nazionale.

Una analisi aggiornata della Banca d’Italia sulla ricchezza, dimostra che quasi la metà delle famiglie con capofamiglia over 65, proprietarie di abitazione che loro stesse dichiarano di valore superiore a 400.000 euro, possiede investimenti finanziari medi di 20.000 euro, ossia per un valore che si aggira sul 5% rispetto al valore della casa.

Più o meno lo stesso rapporto (7%) lo si calcola fra il reddito mensile di questa fascia di capofamiglia della terza età e il valore dei loro immobili.

Gli inglesi chiamano questo fenomeno “house rich, cash poor”, noi italiani dovremmo chiamarlo: “un bel problema!”, in quanto questo scollamento fra ricchezza immobiliare ed investimenti ha un impatto notevolissimo.

In primis perché l’incremento delle tasse sugli immobili rappresenta un trend difficilmente invertibile e molte volte non ci sono neppure le risorse per le imposte sulla prima casa (per non parlare delle seconde o di altre tipologie di immobili).

Ma soprattutto, nel momento in cui bisogna ragionare sulla trasmissione della ricchezza familiare, ci si accorge che gli anziani hanno una grande ricchezza, ma che non è diversificata.

Tradotto: se volessero (e su questa volontà/necessità penso che esistano pochi dubbi) aiutare figli e nipoti, moltissimi non potrebbero farlo: proprio nel momento in cui i giovani vogliono costruirsi un futuro e pianificare, la materia prima del loro progetto di vita, il “cash”, risulta tutto immobilizzato nel mattone.

Esistono allora degli strumenti che consentano di aumentare la liquidità per trasferire risorse finanziarie da una generazione all’altra?

Qualcosa esiste, come la vendita della nuda proprietà, oppure la cessione del quinto, o, recentemente normato, il prestito ipotecario vitalizio, ma con rilevanti punti deboli in quanto molto penalizzanti o dal punto finanziario (tassi alti) o addirittura per quel che riguarda la futura proprietà dei beni: infatti la vendita della nuda proprietà comporta l’alienazione definitiva dell’immobile e a prezzi inferiori a quelli di mercato, mentre nel caso del prestito vitalizio ipotecario, la casa oggetto di ipoteca immobiliare non è vendibile e nemmeno affittabile.

Una soluzione alternativa? Come sempre passa dalla consulenza personalizzata: cominciare da subito a ragionare con i futuri “over 65” sulla necessità di smobilizzare una quota della ricchezza immobiliare per sostenere l’investimento in altre tipologie di assets e pianificare già, con largo anticipo, la distribuzione di parte del patrimonio, attraverso tutti gli strumenti già previsti dalla finanza, dalle normative e dal nostro codice civile.  


Giuseppe Gentili è un Personal Advisor di Banca Widiba, operative in tutta la Romagna. Ha ottenuto la certificazione EFPA nel 2012, dal 1999 è iscritto all'Albo dei Promotori Finanziari.

Le analisi qui pubblicate sono rivolte esclusivamente a investitori istituzionali e operatori qualificati, così come definiti nell'art. 31 del Regolamento Consob n° 11.522 del 1° luglio 1998 e successive modifiche e integrazioni.

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