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Carluccio (Efpa): un'unica certificazione per cf. Tofanelli (Assoreti): meglio la concorrenza

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Carluccio (Efpa): un'unica certificazione per cf. Tofanelli (Assoreti): meglio la concorrenza

La certificazione non deve diventare un adempimento burocratico, ma deve essere qualcosa in cui crede il singolo consulente finaziario così come la rete di distribuzione alla quale appartiene (se non indipendente). Almeno nei propositi espressi dal palco dell’Efpa Meeting 2018 di Riccione.

All’incirca il 15%-25% degli aderenti alle principali reti di consulenza finanziaria risulta certificato, secondo Stefano Gallizioli (Fideuram Ispb), Marco Gallus (qui di seguito in foto, Azimut CM), Giovanni Marchetta (Banca Mediolanum) e Luigi Provenza (Banca Widiba) chiamati sul palco della convention a esprimere il punto di vista delle mandanti.

L’attenzione all’aggiornamento professionale è apparsa corale, da chi come Gallizioli ha evidenziato come “la formazione sia la parte bella del lavoro” o come Gallus che ha indicato come direttrici “formazione e specializzazione” a chi come Marchetta ha ribadito “l’importanza delle conoscenze (legate alla professione) e alle competenze (legate al mestiere)” o Provenza che ha ricordato come la sua rete “abbia costruito il proprio modello sulle certificazioni”. Posizioni che hanno convinto relativamente la platea di un migliaio di consulenti finanziari, che hanno evidenziato come per reti e selezionatori contino solo i portafogli dei cf.

A Provenza ha replicato puntuto Emanuele Carluccio (foto in alto), vice-presidente di Efpa Europe, secondo cui in Europa esistono oggi troppe certificazioni concorrenti: “Perchè creare nel settore cinque o sei certificazioni e non una soltanto in cui tutta l’industria dimostra di credere fermamente?

“Ritengo sia sbagliato pensare all’esclusività di una certificazione. La concorrenza è un valore” gli ha dunque replicato Marco Tofanelli, segretario generale di Assoreti, sottolineando come l’associazione delle reti di consulenza “certifichi ogni anno duemila dei 3.500 certificati Efpa oggi”.

Non è utile esasperare forzatamente la competizione in ogni settore della vita” ha subito ripreso la parola Carluccio. “Mi commuovo a pensare che in questa sala di Riccione vi sono professionisti che hanno iniziato il loro percorso di formazione nel 2002 e che hanno proseguito il proprio aggiornamento per 15 anni. Un impegno non banale, se si considera che il livello Efa richieda 20 giorni di formazione all’anno e l’Efp addirittura 40”.

“Bisogna ora trasferire questa consapevolezza ai clienti” ha concluso Provenza di Widiba. “È ancora soltanto il terzo fattore di scelta di un consulente. Dobbiamo pensare ad esempio ai caschi delle moto. Chi comprerebbe, anche se più economico, un casco non certificato?” 

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