Briscoe (Ubs Am): Per l'obbligazionario, Asia significa Cina - Citywire

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Briscoe (Ubs Am): Per l'obbligazionario, Asia significa Cina

Briscoe (Ubs Am): Per l'obbligazionario, Asia significa Cina

Se vuoi investire in Asia, devi investire in Cina”. È questa la regola aurea degli investimenti in area Asia-Pacifico di Ubs Am, secondo il loro responsabile di zona per l’obbligazionario, l’australiano Hayden Briscoe (in foto), incontrato da Citywire in Italia.

“Non sono molti i professionisti che capiscono davvero come funzioni l’Asia, per il suo mix di culture e lingue. Eppure è indispensabile dato che è l’area con i tassi di crescita maggiori e vi risiede, comprendendo la Russia, il 75% della popolazione mondiale” continua Briscoe.

Ubs Am ha oggi in gestione 221 miliardi di franchi svizzeri (50% nelle Americhe, 27% in Svizzera, 14% tra Europa e Medio Oriente, 9% in Asia e Pacifico) e, nell’obbligazionario, 85 gestori internazionali (30 negli Stati Uniti, di cui 23 a Chicago e 7 a New York; 28 in Europa, di cui 15 a Zurigo e 13 a Londra; e 24 in area Apac, di cui 9 in Cina, 7 in Australia, 5 in Sud Corea, 5 a Singapore, 2 in Giappone e 1 ad Hong Kong).

La Cina da sola rappresenta 45 miliardi di asset under management e nel nostro universo asiatico di investimento occupa il 50% degli emittenti” riprende Briscoe, evidenziando come la Cina sia già oggi il terzo mercato obbligazionario al mondo.

“Il mercato bond cinese è destinato a raddoppiare nel prossimo quinquennio e il suo valore sarà superiore a quello di Germania e Italia messi insieme” sottolinea il responsabile obbligazionario Apac, ribadendo come in particolare guardi al “settore properties e alle utilities cinesi”.

Per aggiungere concretezza, Briscoe prende, a esempio dell’approccio, il fondo Ubs (Lux) Bond Fund – Full Cycle Asian Bond (Usd): il veicolo investe infatti, come principali Paesi, in Cina (43%), Sud Corea (21%) e Hong Kong (10%), e, come settori più importanti, in obbligazionario semi-sovrano (27,8%), finanziario (27,3%), immobiliare (10,2%) e utilities (8,1%).

La rilevanza della Cina nelle scelte è evidente anche guardando i primi 10 emittenti dei 73 oggi selezionati dal fondo: Cnooc Ltd (5,2%, utilities), Bank of China (4%, finanziario), Export-Import Bank of Korea (3,9%, semi-sovrano), Pertamina (3,4%, semi-sovrano), Oversea-Chinese Banking Corp (3,4% finanziario), State Grid Corp of China (3,4%, semi-sovrano), China Construction Bank (3,2%, finanziario), Korea Develpment Bank (2,9%, semi-sovrano), Korea Housing Finance (2,8%, semi-sovrano), Korea Air Lines (2,8%, semi-sovrano).

Infine, Briscoe accenna alla valuta cinese, di cui tutti si aspettano una variazione di valore nel prossimo futuro: “Il reminbi è una delle divise meno volatili al mondo – puntualizza. – Il fatto che non venga usato nei mercati internazionali è perchè l’accesso è ancora molto complesso. La sua ipotizzata variazione è uno degli elementi che stiamo tenendo maggiormente sotto controllo”.

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