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Borsa e grafici – Titoli di Stato, un incubo da oltre duemila miliardi

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Borsa e grafici – Titoli di Stato, un incubo da oltre duemila miliardi

Oggi parliamo dei tanto vituperati titoli di stato, il peggiore incubo per chi investe in titoli di Stato a medio-lungo termine nell’Eurozona. Mercato che vale 2.622 miliardi, a tanto ammontano i bond governativi denominati in euro e scambiati sul mercato secondario con rendimenti negativi, una fetta di mercato ormai a quasi alla metà dell’intero ammontare di titoli di Stato in euro in circolazione per 5.620 miliardi.

Oltre il 40% dei bond di Stato sono a rendimenti negativi.

L’Italia è il Paese che ha tecnicamente i numeri migliori per attrarre di più gli investitori, bond liquidi negoziati con rendimenti sopra lo 0%.

Stando alcune stime, i titoli di Stato italiani che offrono sul mercato secondario rendimenti negativi sono pari a 318 miliardi e rappresentano “solo” il 21,85% dell’intero ammontare di bond governativi italiani in circolazione (1.455 miliardi di BoT e indicizzati esclusi), contro i 781 miliardi a rendimento sotto zero della Germania (76% sul totale) e i 726 miliardi (57%) della Francia e i 190 miliardi della Spagna (27,65%).

La curva dei rendimenti dei titoli di Stato tedeschi era negativa fino a otto anni di vita residua, con Bund negoziati a - 0,109%, ed alcuni si spingono a prevedere il Bund decennale con rendimento in calo a - 0,20% entro fine anno.

La curva dei rendimenti dei titoli di Stato francesi è negativa con OaT fino a sei anni di vita residua quotati a -0,088%, mentre quella italiana negativa fino a due anni con un -0,052%.

Il paradosso è spiegato, chi investe in un bond a rendimento negativo accetta di incassare una perdita in conto capitale detenendo il titolo fino a scadenza. «È come se lo Stato emettesse uno zero coupon perpetuo». Il debitore che si finanzia a tasso negativo risparmia invece di pagare un interesse, per esempio la Francia, uno dei più attivi emittenti di titoli di Stato con durata fino a 12 mesi nell’Eurozona, sta collocando i suoi BoT a rendimenti negativi al punto da risparmiare fino a 1,2 miliardi di euro l’anno. L’Italia segue...

Una via di fuga, c’è. Basta acquistare un titolo di Stato a rendimento negativo per poi rivenderlo prima della scadenza a un prezzo più alto, ovviamente una strada percorribile fino a quando ci sarà la Bce a ricomprare i titoli.

Il Bund decennale tedesco benchmark lo scorso gennaio veniva scambiato a 100, ora vale 103. Un titolo di Stato tedesco ora in zona negativa, il Bund scadenza 15/08/2024, segna una plusvalenza da inizio anno pari al 3,92% con un prezzo che ha oscillato da un minimo di 104 fino oltre 109. Il fatto che la Bce acquisterà titoli di Stato in euro per circa 60 miliardi al mese fino al marzo 2017 fa star meglio gli investitori, perché male che vada possono contare su questo grande compratore in automatico. Tuttavia nel nuovo mondo da incubo dei rendimenti negativi, il dito accusatore di investitori, banche e intermediari finanziari tende ad essere puntato proprio contro le banche centrali e la loro politica monetaria ultra espansiva non convenzionale, con i loro tassi sui depositi overnight crollati sotto lo zero per cento.

"I tassi negativi sono conseguenza di un eccesso di risparmio rispetto alle opportunità di investimenti produttivi. Le banche centrali, portando i tassi sotto zero, non fanno altro che rendere il loro livello coerente con questa situazione" si potrebbe anche obbiettare.

In fondo se vogliamo è anche la sfiducia nel futuro il vero responsabile dei tassi bassi.

Nel contesto attuale il rischio non è più adeguatamente remunerato, con la conseguenza che, per guadagnare qualcosa, i risparmiatori sono costretti a prendersi rischi di perdita che in altri momenti non avrebbero accettato. Secondo alcuni operatori, l’eccesso di risparmio può essere quantificato in un 3% del Pil dell’eurozona, quindi attorno ai 300 miliardi.

I tassi guida negativi delle banche centrali ovviamente hanno trascinato all’ingiù i tassi dei principali segmenti del mercato monetario.

L’overnight Eonia è stato quotato tra -0,38% e -0,40% ma stando a fonti bene informate alcuni scambi sono stati effettuati a -0,45% ovvero addirittura sotto la soglia del -0,40% data dalle deposit facilities della Bce.

Un altro tasso che è sceso al di sotto della Bce e anche dell’Eonia, è quello del mercato del pronti contro termine, il prestito titoli, infatti prestare un Bund a un anno quota -0,53%, molto vicino al rendimento dello Schatz tedesco a due anni trattato a -0,507%.

Sul fronte dei titoli di Stato, la caccia al rendimento più alto passa per l’acquisto di scadenze più lunghe che sono anche le più rischiose…un BTp a 50 anni se emesso oggi potrebbe offrire un rendimento attorno al 3,15% .

Ma anche dando un sguardo oltre l’Europa i segni negativi sono meno frequenti, ma la compressione degli yield è evidente:

urn:INTIMAGE:2364325

E su tutte le scadenze:

urn:INTIMAGE:2364327

Ma adesso diamo uno  sguardo al grafico yield del Bund decennale.

Time Frame Settimanale

Lo yield ha iniziato la sua lunga discesa a luglio 2008, dopo aver segnato un massimo in area 4,70% nel 2007, ha ritestato poi questa resistenza venendone respinto con forza e al break di area 3,70% ha confermato un classico doppio massimo con pull back e successivo approfondimento, tutto esplicitato nel grafico!

urn:INTIMAGE:2364328

Dopo un primo minimo in area 2,10%, vi è stata una prima reazione con top in area 3,50%, una semplice correzione ad un trend ribassista ben delineato. Trend che si è via via sempre più approfondito con impulsi ribassisti profondi e reazioni con massimi sempre più decrescenti, fino a toccare un primo bottom in area 0,049% ad Aprile 2015. Successivamente il mercato ha avuto la forza di reagire portandosi poco sopra 1% in area 1,0570% a giugno, ma un ennesimo massimo decrescente ha innescato una nuova compressione dei tassi, con un nuovo deciso impulso ribassista, culminato nel ritest di area 0,005%, il cui cedimento porterebbe ad un nuova gamba ribassista con target stimabile in zona - 0,50%.

Nell'ultima ottava, vi è stato il break con close in area 0,002%, se confermata questa rottura potrebbe portare appunto ad una nuova gamba ribassista, inoltrandoci nell'inesplorato territorio dei tassi negativi!

urn:INTIMAGE:2364326

Attenzione però all'analisi algoritmica che segnala potenzialmente una inversione, con una chiara divergenza sui minimi, con CCI crescente.

Al rialzo solo il break della ripida trend-line ribassista di breve, che transita in area 0,17%, porterebbe a livelli più elevati i tassi, con primo target area 0,21% e successivo area 0,30%, ma siamo ancora ben lontani dalla sma 65, che transita in area 0,45%, per iniziare ad ipotizzare una reale inversione.

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